di C.P. e M.R.

«Io non sono stato eletto per alzare la mano a comando, ma per rappresentare le istanze dei cittadini e contribuire con le mie idee». Così il consigliere comunale e capogruppo di Alternativa popolare Guido Verdecchia annunciando in consiglio comunale la sua uscita dal partito. Lunedì mattina davanti alla massima assise cittadina l’ormai ex esponente di Ap ha letto una lettera informando cittadini e consiglieri della sua uscita dal gruppo. A prendere il suo posto è il consigliere Massimo Francucci. La reazione immediata della maggioranza: riunione col sindaco; dalla sala si sentono scroscianti applausi, riprendono i lavori e… colpo di teatro: Primieri, ex Ap, da mesi nel gruppo Misto ma senza mai prendere distanze dal partito di Bandecchi, torna ai banchi di Alternativa popolare. Il siparietto è servito. Soprattutto quando il primo cittadino forza la mano sullo scambio di posto tra i due consiglieri perché sia immediato. Verdecchia: «Sono io che me ne vado, non lei che mi sposta». Il sindaco: «Ha tradito me e quegli imprenditori che me lo avevano presentato».

L’annuncio «Prendo la parola oggi non per un intervento di routine ma per una comunicazione ufficiale tanto ponderata, quanto necessaria e sofferta – ha detto Verdecchia nel suo intervento -. Con la seduta odierna intendo comunicare formalmente la mia decisione di lasciare il gruppo di maggioranza di Alternativa popolare e, conseguentemente, il ruolo di capogruppo. Non è una scelta presa a cuor leggero. È il risultato di una lunga e attenta riflessione maturata negli ultimi mesi sul percorso di questa amministrazione. E soprattutto sul metodo con cui sta operando. Quando abbiamo chiesto il voto ai ternani – prosegue Verdecchia – lo abbiamo fatto sulla base di un programma di cambiamento, di rottura col passato e con la promessa di nuovo modo di amministrare la città. Io ho creduto profondamente in quel progetto, ho lavorato con lealtà e impegno per contribuire a realizzarlo perché credo che Terni meriti un futuro di sviluppo, trasparenza e partecipazione».

«Divergenze di metodo e sostanza» «Il mio mandato, come quello di tutti voi, appartiene in primo luogo ai cittadini ed è a loro che dobbiamo rispondere. È proprio per coerenza col mandato ricevuto che oggi mi trovo costretto a questa scelta. Non sono ad abbandonare il partito, ma è la linea politica scelta che è radicalmente cambiata dall’inizio della nostra attività amministrativa. Purtroppo con il passare del tempo ho dovuto constatare un progressivo scostamento tra gli impegni presi e l’azione politica quotidiana. In primo luogo, una divergenza di metodo. Ho sempre creduto nel valore della collegialità, del confronto e della sintesi». Poi, nel motivare la sua decisione, affonda: «Un’amministrazione forte è quella che sa ascoltare, che valorizza il contributo dei cittadini e dei suoi consiglieri, che non teme il dibattito e la critica. Invece, ho assistito troppo spesso a un modello di gestione verticistico, dove le decisioni cruciali sembrano essere prese altrove, lasciando a questo consiglio un ruolo di mera ratifica. Il consiglio comunale è il cuore della democrazia cittadina, non è un passacarte. In secondo luogo, una divergenza di sostanza. Molte delle priorità che avevano infiammato la nostra campagna elettorale sembrano oggi sbiadite, messe in secondo piano rispetto a dinamiche che appaiono più distanti dai bisogni urgenti e reali di Terni».

Verso il Gruppo misto Concludendo la sua comunicazione, Verdecchia aggiunge: «Vedo un’amministrazione la cui azione, a mio avviso, si sta allontanando dalle urgenze della nostra comunità. Lasciare la maggioranza non significa per me tradire il voto dei miei elettori, al contrario significa restare fedele alla promessa data e a quella di agire sempre e solo nell’interesse della città. La mia coscienza mi impone questa scelta. Non posso continuare a sostenere una linea politica in cui non mi riconosco più e che ritengo non stia più servendo al meglio gli interessi dei ternani. Da oggi quindi il mio posto sarà nel gruppo misto. Questo non significa che farò un’opposizione preconcetta, distruttiva o contro a prescindere. Significa che riacquisisco la mia piena libertà di giudizio».

La reazione di Bandecchi Dopo il saluto commosso di Verdecchia, il primo cittadino – che non era presente durante l’addio del consigliere ad Ap – ha commentato: «Verdecchia era un problema, evidentemente si ritiene più intelligente di quello che è. Non era manco stato scelto dagli altri come capogruppo. Aveva avuto direttamente la mia fiducia. Ha tradito me e quegli imprenditori che me lo avevano presentato. Oggi sono sorpreso della sua scelta perché non li aveva nemmeno avvertiti. La minoranza pensava che ne uscissimo male, invece Verdecchia non se l’è pianto nessuno. Dopo un secondo avevamo un nuovo capogruppo e abbiamo pure rimesso ai nostri banchi un altro consigliere».

Da sinistra: l’assessore Marco Schenardi, il nuovo capogruppo di Ap Massimo Francucci, il sindaco Stefano Bandecchi

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