di Noemi Matteucci

Fa musica da anni, ha appena superato i 40. Si è esibita in musical a Broadway, è stata sul palco (e in album) con Rihanna, Marcus Miller, Moby, Snarky Puppy e un’altra lunga serie di nomi degni di nota a livello internazionale. È vocalist, autrice e mamma: insomma, un’artista a tutto tondo. Shayna Steele, americana di Sacramento, arriverà giovedì 7 aprile a Terni, dove si esibirà con il suo ultimo album Rise sul palco dell’auditorium Gazzoli per il penultimo spettacolo della rassegna Visioninmusica 2016. A Umbria24, la Steele racconta qualche dettaglio della sua vita artistica.

Ha lavorato per molti artisti famosi, come Rihanna e Marcus Miller, solo per citarne un paio. Quali sono i pro e (se ce ne sono) i contro di collaborazioni simili?

Ho lavorato come corista per Rihanna ed è stata una collaborazione fantastica, ma non un incontro di “menti” artistiche, più un lavoro alle dipendenze di qualcuno. Marcus Miller è stato invece parte del processo di creazione per un progetto personale scritto da me e David. Sono state due esperienze completamente diverse, differenti e in nessuna posso dire di aver riscontrato lati negativi.

Ha affermato che “Rise” è una sorta di riassunto dei tuoi ultimi quattro anni. Com’è cambiata la sua vita umana e artistica?

La differenza fra l’essere un’artista prima e dopo la nascita di un figlio è incredibile. È come se fossero state scritte due storie diverse per me. Anche quando ascolto brani incisi prima e dopo il 2012 (anno di nascita della figlia, n.d.r.), è come se ascoltassi due Shayna differenti. Trovo la scrittrice e l’artista che ero prima di diventare mamma più in sintonia con la mia voce e la mia psiche.

Se potesse tornare indietro, sceglierebbe lo stesso percorso artistico?

Molto probabilmente sì, e ci sono poche cose che cambierei. Non sarei di nuovo intimorita dal chiedere quello che voglio, o dal chiedere aiuto nel momento del bisogno. A volte, cerco di fare tutto da sola, senza notare che molte delle persone che ho intorno si offrono di darmi una mano. Sono un po’ troppo orgogliosa.

Se potesse duettare con un artista o un gruppo, chi sarebbe?

Lizz Wright. In un certo senso l’ho già fatto, ma come corista. Sono una sua grande fan e siamo diventate amiche. Lei, per me, è fonte di ispirazione. Mi piacerebbe anche cantare con Lianne La Havas: è un’artista affascinante e la sua voce è strepitosa.

Ha mai preso in considerazione l’idea di realizzare qualche cover italiana? La musica italiana o l’Italia hanno mai avuto spazio nella sua vita artistica?

In realtà, è una cosa che non ho mai considerato di fare, ma forse voi, i vostri lettori e il pubblico potrebbero darmi ottimi suggerimenti (sorride)!