di Anna Maria Rengo
Un po’ come i matrimoni che funzionano. Al momento delle nozze d’argento, si è felici ed entusiasti come al primo giorno e si dice così: «Il bello comincia ora!». Questa la storia dell’unione tra Manuela Villa e la musica. Venticinque anni che la cantante romana festeggerà giovedì sul palco dell’anfiteatro Romano, dove alle 21,45 fa tappa ternana il suo ‘Amami tour’: «Ho appena iniziato la mia carriera, non c’è nessun bilancio da trarre. Io mi ritengo sempre in sperimentazione, e ho sempre tanti progetti da cominciare», racconta sorridendo.
I progetti Tanto per elencarne qualcuno: «Mi piacerebbe lavorare in teatro e con la recitazione, con la quale ho un rapporto molto bello. Amo anche scrivere, ho già pubblicato due libri e ritengo che sia proprio la scrittura a consentirmi di sprigionare un sacco di emozioni che forse la musica, nel contesto in cui viviamo, non consente di esprimere appieno». Manuela è davvero un’artista poliedrica: «Sono sia drammatica che comica. Mi piace far ridere ma non è semplice se non ce l’hai dentro, questa vena comica».
L’artista turista E tra i suoi molteplici interessi c’è anche la curiosità di conoscere posti nuovi. Come appunto la città di Terni, che ammette di aver visitato solo di sfuggita: «Ci sono venuta in passato per lavoro e ho potuto visitarla solo superficialmente, spero che stavolta avrò l’opportunità di farlo in maniera più approfondita. E naturalmente aspetto i ternani con ansia, restando sempre con i piedi per terra. Spero che vengano numerosi a conoscermi da vicino. Perché io sono tutt’altra cosa rispetto a quanto si ritiene quando mi si vede in tv».
Gli aneddoti A Manuela pesa, infatti, il fatto di essere tuttora definita come ‘la figlia di Claudio Villa’. «Purtroppo l’Italia è un paese di preconcetti e la figura di mio padre ha influito negativamente sulla mia carriera artistica, non dandomi l’opportunità di farmi conoscere per quello che sono davvero. Basti pensare a come tanti si meravigliano se faccio un taglio di capelli diverso, o se cambio colore. Figuriamoci se faccio qualcosa di artisticamente diverso rispetto a quanto faceva mio padre». Nonostante i paragoni e l’essere ‘figlia di’ dia fastidio, il ‘reuccio’ della canzone italiana resta un punto di riferimento importante per Manuela: «Sento un forte senso di appartenenza con lui e ho avuto sempre un forte rispetto per la sua professionalità e bravura. Sotto questi profili, per me è davvero intoccabile».
L’evento ternano L’appuntamento è dunque per giovedì, con la tappa del tour partito lo scorso 11 marzo dal Teatro Sistina di Roma e che riassume «le mie esperienze lavorative e musicali. Quelle fatte finora, ma che sono solo una piccola parte, visto che, come detto, ho appena cominciato».
