di Francesca Mancosu
A volte, la conferenza stampa di apertura di una stagione concertistica promossa da un istituto musicale può diventare l’occasione per parlare d’altro, magari del proprio futuro. È quanto accaduto martedì mattina, in occasione della presentazione de ‘I concerti del Briccialdi’, in programma fra Terni, Orvieto e Poggio Mirteto (Rieti) dal 3 maggio al 21 giugno.
La stagione concertistica «Questi concerti, tutti ad ingresso gratuito – sottolinea il presidente dell’Istituto, Vincenzo Bisconti – sono il modo in cui il Briccialdi ribadisce il suo profondo legame con il territorio, il suo ruolo di istituzione della città». La stagione si aprirà il 3 maggio con la Briccialdi Big Band, con una doppia esibizione a Orvieto, al teatro del Carmine, e a Terni, in piazza Europa (il 4 maggio), e si concluderà il 21 giugno con la Festa della Musica, con la ‘Rhapsody in blue’ al teatro Secci.
Dieci appuntamenti Dal jazz alla musica antica all’opera, passando per il concerto dei Cori Verdiani (il 19 e il 19 maggio al teatro Secci), e l’omaggio al bicentario delle nascite di Verdi e Wagner (il 23 maggio, all’auditorium del Palazzo Primavera di Terni). Particolarmente atteso, come evidenzia anche il direttore Gabriele Catalucci, è l’evento ‘ArteFattiMusicali’, che «per la prima volta metterà insieme i tre istituti Afam – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica dell’Umbria: il conservatorio Morlacchi, l’accademia Pietro Vannucci e, appunto, il Briccialdi (il 29 maggio all’auditorium del Palazzo Primavera di Terni e il 30 maggio a Perugia, all’auditorium del conservatorio), in occasione del centenario della prima esecuzione de ‘Le sacre du printemps’ di Igor Stravinskji». Il calendario prevede anche i concerti della Banda nazionale garibaldina e della Banda sinfonica del Briccialdi (il 2 giugno al teatro Secci e l’8 giugno a Poggio Mirteto, la messa in scena della ‘Traviata’ di Verdi (l’8 giugno, al teatro Secci) e l’esecuzione dei Quintetti con chitarra di Luigi Boccherini, all’auditorium del Carmine di Terni (il 14 giugno). Con la raccomandazione, ribadita più volte da Catalucci, di prenotare gli ingressi agli appuntamenti in programma al Secci alla segreteria del Briccialdi, per essere sicuri di trovare posto.
«Facoltà universitaria» Ma, come detto, martedì mattina si è parlato anche del futuro dell’istituto e dell’ipotesi di un suo accorpamento al conservatorio di Perugia. Categorico il presidente Bisconti: «Attualmente, visto che il Briccialdi offre una formazione musicale di livello universitario, siamo ‘l’unica, vera facoltà di Terni’, e la possibilità di uno smantellamento della nostra sede ci preoccupa perché toglierebbe alla città la possibilità di esprimere il suo potenziale. Abbiamo il supporto del Comune, che ci ha inserito negli obiettivi del piano strategico, ma non riceviamo alcun sostegno dalla Regione, che è l’ente deputato a sostenere la formazione universitaria. Formalmente, dipendiamo dal Miur e, anche se siamo un istituto Afam, siamo sottoposti alla stessa normativa dei conservatori, finanziati dallo Stato. Noi però, pur avendo gli stessi statuti, gli stessi organi, gli stessi contratti per il personale, non riceviamo un euro e vorremmo sapere perché. Per fortuna, abbiamo tanti studenti (circa 360; ndr), i nostri conti sono in ordine, e siamo uno dei pochi istituti musicali italiani ad avere un bilancio in equilibrio».
E la Città della musica? Qualche spiraglio sembra aprirsi circa l’ipotesi – ventilata da alcuni consiglieri comunali lo scorso marzo – di legare il nome del Briccialdi a una Città della musica, da realizzare nei locali rimasti inutilizzati dopo la chiusura della facoltà di Economia di Collescipoli. A rispondere è il direttore Catalucci: «Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi nelle strutture, insieme al Comune, e ora dobbiamo capire in che modo usarle. Difficile che siano utilizzate per i corsi accademici, visto che i costi di gestione sarebbero insostenibili. Più probabilmente, le richiederemo per iniziative collaterali e masterclass».
Il Briccialdi L’istituto intitolato al flautista e compositore Giulio Briccialdi, nato a Terni nel 1818, è ospitato, dal 1995, nelle sale del cinquecentesco Palazzo Giocosi-Mariani. Offre corsi pre-accademici e accademici (triennio e biennio specialistico) inseriti anche nel programma Erasmus, che spaziano dal repertorio musicale rinascimentale e barocco al jazz, alla musica elettronica, fino al recente indirizzo di chitarra flamenco, unico in Italia e quarto a livello europeo. Al suo interno ci sono una biblioteca ed una fonoteca aperte anche agli esterni.
