di Marco Torricelli
Se ci fosse stato, e chissà magari c’era davvero, Edward Kennedy Ellington avrebbe fatto un cenno, appena percettibile, con quella eleganza che gli valse il titolo di ‘duke’, verso quei due ragazzi bianchi che suonavano con tanta passione quella musica nera. Come a voler dire loro: «Wonderful job, guys».
Two for Duke Già, perché quei due italianissimi artisti, un pianista che nell’ambiente viene considerato ‘americano’ e un sassofonista che fa impazzire i giapponesi – insomma Dado Moroni e Max Ionata – la serata di mercoledì, al ‘Narni black festival’ l’hanno dedicata proprio a lui, a Duke Ellington. E il fatto che la loro pelle sia bianca non ha per nulla ‘sporcato’ la qualità nera di quelle note.
Interpretazioni Certo, i due musicisti hanno ‘rivisto e interpretato’ alcuni dei brani – conosciuti e meno – della sterminata produzione musicale di quel fenomeno che era il ‘duca’, ma il rispetto e l’amore per quello che resta uno dei pilastri autentici della musica del secolo scorso, hanno portato a letture spesso sorprendentemente suggestive e illuminanti sulle possibili evoluzioni che quelle partiture possono subire. A patto di accostarcisi con il dovuto rispetto.
Il pubblico Un po’ meno numerosa rispetto alla serata inaugurale, ma forse – non appaia ingeneroso – un po’ più selezionata («in Italia non si dovrebbe mai suonare quando in tv c’è una partita di calcio, ma voi siete qui e noi siamo onorati di esibirci per voi», ha detto sorridendo Dado Moroni) la platea ha risposto con grande trasporto ai preziosismi dei due artisti e, insomma, la richiesta del bis non è stata una formalità.
Terza serata Giovedì alle 21, ancora al sul palco del bellissimo auditorium di san Domenico, sarà di scena l’Enzo Pietropaoli quartet, che vede, al fianco del contrabassista da cui il gruppo prende in nome, il trombettista Fulvio Sigurtà, il pianista Julian Nazzariello e il batterista Marcello Di Leonardo. Difficile ipotizzare un calo di tensione.
