In Umbria già 20 morti sul lavoro da gennaio a novembre 2023. È quanto riferisce il rapporto dell’Osservatorio sul lavoro e ambiente di Vega Engineering di Mestre. Il Cuore verde d’Italia è nella “zona rossa” nei primi dieci mesi del 2023, con un’incidenza superiore al 25 per cento rispetto alla media nazionale, insieme ad Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata. In zona arancione: Friuli Venezia Giulia, Calabria, Sicilia e Piemonte. In zona gialla: Emilia Romagna, Veneto, Marche, Trentino Alto Adige, Lombardia, Liguria e Sardegna. In zona bianca: Lazio, Valle d’Aosta e Toscana.

L’Umbria Da gennaio a novembre 2023, i numeri assoluti in Umbria, i morti sul lavoro sono stati 20 (12 in provincia di Perugia e 8 nel Ternano). In base al calcolo dell’incidenza media nazionale, cioè il numero degli infortuni mortali ogni milione di occupati, è Terni a posizionarsi prima in classifica con 8 casi totali e con un indice di incidenza sugli occupati pari a 96,4 per cento (con82.957 occupati). Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

I “fragili” Una situazione che rimane «tragicamente stabile», così come l’identikit dei soggetti più “fragili” sul fronte delle incidenze di mortalità: «sono i giovanissimi, gli anziani e gli stranieri» specifica il presidente Rossato. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (23,6 infortuni mortali ogni milione di occupati contro i 14,4). Un dato, quest’ultimo che risulta essere ancor più preoccupante tra i lavoratori più anziani; e infatti l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (117,9), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (50,7).

Gli stranieri Intanto, anche gli stranieri deceduti in occasione di lavoro da gennaio a ottobre, sono 128 su 672 (1 su 5). Con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere più che doppio rispetto agli italiani, gli stranieri, infatti, registrano 53,9 morti ogni milione di occupati, contro i 26,2 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

Statistiche Il settore delle costruzioni è quello che registra il numero più alto, seguito dal settore dei trasporti e magazzinaggio. La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni.  Il mercoledì il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi dieci mesi dell’anno.

Infortuni Le denunce di infortunio totali sono in diminuzione del 17,8% rispetto a fine ottobre 2022. E il decremento risulta essere sempre maggiormente rilevante, come del resto nei mesi precedenti, nel settore della Sanità; lo scorso anno a fine ottobre le denunce erano 75.034 mentre a fine ottobre 2023 sono diventate 33.773. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (esclusi dunque gli infortuni in itinere) sono state 412.001 da gennaio ad ottobre 2023: sono 277.313 gli uomini e 134.688 le donne. Le denunce di infortunio degli italiani sono 327.802, mentre degli stranieri sono 84.199. La fascia più colpita in occasione di lavoro e in itinere è quella che va dai 45 ai 54 anni con 114.350 denunce (il 23,4% del totale). Sempre allarmante il dato relativo alle denunce degli infortuni dei giovanissimi: fino ai 14 anni si rilevano 39.740 denunce (circa l’8,1% del totale).

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