di M.R.
‘Casacca che cambi, procedure da rifare che ritrovi’. Il consiglio comunale di Terni è prossimo alla rielezione dei vicepresidenti.
Verdecchia-Primieri Alla scorsa seduta di consiglio comunale a Terni, sembrava il ballo della quadriglia: dopo l’annuncio delle dimissioni di Guido Verdecchia dal partito di Bandecchi, senza troppa sorpresa è arrivato l’intervento di Danilo Primieri che annunciava il ‘ritorno all’ovile’; conseguentemente il sindaco ha formulato l’insistente invito, rivolto ai due protagonisti, a scambiarsi di posto. Saldi ai propri banchi di sempre invece i consiglieri Dem, Emidio Gubbiotti e Pierluigi Spinelli, tra i quali c’è stato comunque un passaggio di consegne, quelle da capogruppo Pd, che l’avvocato ha consegnato al segretario provinciale del partito, almeno ancora per qualche giorno, prima di approdare a lidi regionali in virtù di accordi politici tesi a ristabilire quiete interna.
PD E proprio da Spinelli, durante la seduta della massima assise cittadina, è stato sollevato alla Presidenza il nodo dei vicepresidenti decaduti. Questi, come noto, sono, l’uno espressione della maggioranza (Raffaello Federighi), l’altro di minoranza. Questo ruolo, dopo l’elezione del consigliere Francesco Filipponi nell’assemblea legislativa Regionale, era stato affidato a Primieri. Il suo ritorno ‘alla corte’ di Bandecchi gli rende però impossibile svolgere ancora questo ruolo. Per questa ragione la presidente Sara Francescangeli, nel rispetto del regolamento dell’assise, ha inserito, al primo punto all’ordine del giorno del consiglio, la rielezione dei propri ‘supplenti’.
Accordi Come sempre avviene nel corso di tali ‘liturgie’, per la minoranza serve un’intesa preliminare. E se la scorsa volta, forse, si è voluto premiare chi sembrava aver preso le distanze dalla maggioranza, stavolta l’evoluzione del caso dovrebbe, almeno a rigor di logica, suggerire un ritorno di quel ruolo in casa Dem. L’atteggiamento di Spinelli, che subito ha evidenziato la decadenza di Primieri e Federighi, potrebbe significare una volontà di rivendicare quel posto; è indubbio che tutto avviene in uno scenario politico molto mutato, con un esponente Fi che fa il braccio destro di Bandecchi in provincia (Francesco Maria Ferranti), un capogruppo Ap che ha mollato i Bandecchiani, come pure la consigliera Roberta Trippini, un Valdimiro Orsini sovente in linea con la maggioranza, Orlando Masselli e Cinzia Fabrizi ormai fuori da Fratelli d’Italia perché in passato si sono sentiti traditi dal partito, quello stesso Fdi che oggi ha Roberto Pastrura come capogruppo. Sarà interessante, lunedì mattina, seguire le operazioni di voto e soprattutto scoprirne l’esito.
