Stefano Bandecchi ha registrato il figlio di una coppia di due donne. A darne notizia, in prima battuta, è lo stesso sindaco di Terni con un video social: «Sono felice che questo bambino sia nato a Terni cinque giorni fa».
L’annuncio L’iscrizione ai registri dello stato civile da parte del primo cittadino, che ne ha sancito il riconoscimento della madre biologica e quella d’intenzione, è avvenuta giovedì mattina. Le due donne, unite civilmente, sono residenti a Terni: «Non spetta a me entrare in disamine di tipo ideologico e forse neanche di tipo giuridico – dichiara Stefano Bandecchi – ho affrontato il tema con pragmatismo, mosso dall’intento di dare risposte concrete a problemi reali. Ho semplicemente voluto tutelare quel minore perché senza iscrizione allo stato civile vengono meno nei suoi confronti tutti quei diritti che sono, giustamente, assicurati ad ogni altro bambino, dall’assistenza sanitaria, alla identità, alla famiglia. Se quel bambino fosse nato all’estero sarebbe stato trascritto dall’ufficiale di stato civile senza alcun problema, ma – nato in Italia – viene a trovarsi in un vuoto normativo che mi auguro il legislatore colmi quanto prima, come auspicato dalla stessa corte costituzionale». Poi conclude: «Alle due mamme auguro serenità, benessere e soprattutto di godersi la propria famiglia. Il loro progetto di famiglia merita rispetto, condivisione e rappresenta una ricchezza per la nostra città. So che il compito genitoriale è diventato per tutti non semplice e che occorrono tanta attenzione, tenacia e amore».
Libertà e diritti Del resto il primo cittadino, pochi giorni prima del Pride, aveva spiegato ai microfoni di Umbria24: «Sono per la libertà assoluta di ogni scelta. È giusto che i diritti di queste persone vengano rispettati, senza eccessi, lo dico con estrema sincerità». Da non dimenticare che in piazza, quel 17 giugno, è sceso anche il vicesindaco Riccardo Corridore che ha detto «sì a libertà, diritti e autodeterminazione». Per poi puntualizzare che «mi spiace che tante persone siano costrette a manifestare per diritti che dovrebbero essere presupposti. Io trascriverei figli di coppie omogenitoriali e dico sì anche alla maternità surrogata».
