di Marta Rosati e Chiara Fabrizi
Per qualcuno può essere una sorpresa. Ma lui, del resto, è l’uomo delle sorprese. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni con Alternativa popolare, è nella top 20 dei sindaci più apprezzati dalle comunità che amministrano. Il livornese 63enne paracadutato a Palazzo Spada ormai da 15 mesi ha ottenuto un lusinghiero 19esimo posto nella Governance pool pubblicata lunedì mattina da Il Sole 24 Ore. Ad alimentare il buon piazzamento è la crescita del consenso tra i ternani: secondo la rilevazione del quotidiano economico la popolarità di Bandecchi nella Conca è passata dal 54,6 per cento raccolto nel maggio 2023, quando cioè è stato eletto, al 57 per cento stimato oggi. Niente male per un sindaco protagonista di due risse sfiorate in consiglio comunale, capace di scatti d’ira anche verbali per episodi di degrado urbano e soprattutto alle prese con un partito, ovvero Alternativa popolare, da lui fondato, che va perdendo pezzi tra densi silenzi e strascichi pesanti, è il caso delle recenti dimissioni dell’assessore all’ambiente Mascia Aniello.
Due assessori out in 15 mesi Riavvolgendo il nastro degli ultimi 15 mesi, Bandecchi agli albori della sua amministrazione ha fatto subito i conti con le dimissioni dell’assessore Lucio Nichinonni, poi sostituito con Sergio Cardinali. L’ingresso del nuovo assessore ha presto generato frizioni con Aniello, che ha fatto un passo indietro un mese fa. Le sue dimissioni sono maturate nell’ambito dell’accordo tra il Comune di Terni e Ast-Arvedi sulla discarica. Una pratica, questa, passata in giunta senza il voto di Aniello, che aveva la delega all’ambiente, e che poco dopo ha formalizzato il proprio addio, lanciando strali pesanti contro l’amministrazione comunale, l’Acciaieria di Terni e l’assessore Cardinali.
Due consiglieri al Misto Alternativa popolare ha perso anche il coordinatore provinciale Lorenzo Filippetti rimpiazzato col vicepresidente del consiglio Raffaello Federighi a sua volta poi sollevato dall’incarico di partito senza fornire spiegazioni e tuttora da sostituire. In aula Bandecchi ha assistito pure alla fuoriuscita del consigliere Danilo Primieri, passato al Gruppo Misto, seguito negli ultimi giorni da un’altra esponente eletta nelle fila di Ap, Roberta Trippini. Due in meno in 15 mesi, ma maggioranza ancora robusta.
Dimissioni di Bandecchi e flop elettorale Nel mezzo della convulsa vita politica ternana le dimissioni presentate e poi ritirate da Bandecchi, anche queste mai motivate, ma che sembra fossero riconducibili a dissidi tra il vicesindaco Riccardo Corridore e altri esponenti di Alternativa popolare. Altro passaggio non secondario il flop del partito del sindaco di Terni alle Europee, che nella circoscrizione dell’Italia centrale, in cui rientra anche la sua Toscana, ha raccolto appena lo 0,49 per cento. Infine, neppure le elezioni amministrative sono andate bene: a Perugia Bandecchi avrebbe dovuto sostenere David Baiocco, ma poi non lo ha fatto, mentre a Foligno il suo candidato sindaco, Enrico Presilla, ha ottenuto un buon 6 per cento, ma non è bastato neppure per entrare in consiglio comunale.
Candidato alla presidenza della Regione All’orizzonte, ora, c’è la sfida delle elezioni regionali in Umbria, che già hanno creato il tira e molla all’interno di Alternativa popolare. Per la corsa a Palazzo Donini, infatti, Bandecchi aveva lanciato il suo vicesindaco Corridore, che però con una lettera si è recentemente sfilato dalla partita, ributtando la palla verso il primo cittadino di Terni, invitato a essere in prima persona protagonista della contesa per la Regione Umbria. Dopo qualche ore di subbuglio, Bandecchi ha annunciato di voler partecipare alla sfida elettorale. Inutile dire che può cambiare idea, nonostante il buon gradimento manifestato per la sua amministrazione comunale da ternani.
