L'esultanza dei grifoni dopo il gol realizzato all'ultimo respiro da Frediani

di Daniele Bovi

«Sarebbe stata la sconfitta più immeritata della storia del calcio». Commenta così il tecnico del Perugia Battistini il pareggio strappato all’ultimo secondo con lo Scandicci grazie ad un eurogol di Frediani, oggi in versione salvatore della patria calcistica. «Una schitarrata di Vasco» l’ha chiamata il presidente Damaschi: il problema però è che al presidente non è piaciuto per nulla tutto il resto del concerto. Secondo il tecnico romano, nonostante la prestazione sia stata negativa la sconfitta non sarebbe stata meritata: «La conta non l’ho fatta ma noi le occasioni le abbiamo avute: loro sono stati bravi ad andare in vantaggio e a gestire il risultato».

Castel Rigone e Todi non ne approfittano Il pareggio raggiunto all’ultimo respiro da un Perugia davvero brutto e che arriva nello stesso instante in cui sul campo di Città di Castello il Group agguanta il Castel Rigone per l’1-1, permette ai grifoni e ai rigonesi di Nofri di mantenere in condominio la vetta della classifica. Dietro, invece, lo scivolone del Todi a Civita Castellana allontana i tuderti dal duo di vertice.

Damaschi impietoso Il punticino preso al Turi di Scandicci però non ammorbidisce l’analisi, impietosa, che il presidente dei grifoni Damaschi fa della partita: «Complimenti allo Scandicci innanzitutto. Il gol e il pareggio però – argomenta il presidente – non spostano molto l’analisi di una partita giocata senza testa e senza brillantezza. E’ una prestazione – dice Damaschi ricordando la sconfitta interna col Monteriggioni, punto più basso della stagione biancorossa – molto molto negativa che vale quella col Monteriggioni e forse anche meno. E’ inutile nascondercelo: in queste due partite siamo stati in difficoltà».

La testa non è quella giusta La scossa non è arrivata neanche nel corso dell’intervallo: «Nello spogliatoio – dice Damaschi – le facce dei ragazzi non lasciavano presagire nulla di buono: la grinta mostrata lì dentro, in campo non s’è vista, anche se  di certo non l’hanno fatto apposta». Come si spiegano allora queste due ultime prestazioni poco brillanti, nonostante le quali però il Perugia ha portato a casa quattro punti? Secondo Damaschi «una diagnosi esatta è difficile farla, forse paghiamo la scarsa preparazione di dicembre ma di certo la testa non è quella giusta».

L’atteggiamento tattico Sotto la lente di Damaschi poi finisce anche la scelta di lasciare Borgese in panchina: «Una scelta – spiega il presidente – che può lasciare spazio a discussioni e che alla fine non si è rivelata la soluzione migliore». Nonostante tutti i cambi di assetto tattico però (la partenza col 4-3-1-2, il passaggio dopo poco al 4-4-2 per finire col 4-3-3), se il Perugia non è riuscito a portare a casa la vittoria contro un avversario molto ben messo in campo dal tecnico dei toscani Gutili, la colpa non può essere solamente della scelta di lasciare Borghese in panca: «Otto o dieci giocatori – dice Damaschi – hanno sbagliato la partita. In superiorità numerica poi invece di allargare il gioco gli esterni stringevano sempre».

Battistini: prestazione negativa Su questo particolare le considerazioni di mister e presidente coincidono. L’unica cosa da salvare infati per il tecnico romano è il punto guadagnato: «Un vero peccato – dice Battistini -: è stata una giornata non bella caratterizzata da una prestazione negativa. Gli esterni per esempio oggi hanno avuto una giornata non felice. Azzeccare tutte le partite non si può». E’ stato poi lo stesso Battistini a riconoscere come il modulo scelto per l’occasione non ha dato i frutti sperati: «Non abbiamo sfruttato le fasce – spiega – e in generale non abbiamo giocato un calcio positivo».

Un gol che non si può prendere Ancora una volta poi il Perugia, nonostante gli inviti della vigilia dello stesso Battistini a non farsi del male da soli, è andato in svantaggio subendo un gol «che non si può prendere, dovuto ad una dormita della difesa che testimonia come l’approccio mentale non fosse quello giusto». Su un traversone innocuo dalla trequarti infatti, D’Ambrosio e Taccucci ciccano, la palla arriva fin sul secondo palo dove a Gucci non pare vero: appoggio da due passi e uno a zero. «Speriamo – commenta Battistini – che dagli errori nasca qualcosa di positivo. Ora dobbiamo fare una bella settimana cercando di cancellare questa partita». Ad attendere i grifoni al Curi arriverà il Group Castello che arriva da una lunga striscia di risultati positivi e che oggi è riuscito a fermare il castel Rigone.

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