di Ma. Ma.

Clamoroso, o forse non troppo: il Perugia sta per separarsi – perché il matrimonio di fatto non si è mai consumato – da Cristiano Lucarelli dopo un fidanzamento cortissimo, un precampionato, deludente quanto si vuole, ma pur sempre avvenuto in un momento in cui dare giudizi è complesso per tutti, specie quando il rinnovamento della rosa è stato tanto profondo.

Situazione precipitata Dopo il pareggio di giovedì sera in notturna con il Tuttocuoio, la situazione già delicata da alcuni giorni, è precipitata: Lucarelli ha avvertito probabilmente una fiducia a tempo, e ha fatto il primo passo per sondare gli umori societari: rimanere a spasso dopo un esonero magari a stagione iniziata gli avrebbe dato molto fastidio.

Faccia a faccia Per sabato mattina, assicurano fonti attendibili, è in programma un vis-à-vis tra il presidente Santopadre e il tecnico di Livorno e, al 99,9%, è prevista una chiusura consensuale del rapporto, in maniera tale che Lucarelli potrà, o tornare al Parma ad allenare i giovani, oppure guardarsi intorno in attesa di altre proposte.

Camplone aspetta Da venerdì pomeriggio sono cominciate le grandi manovre per sistemare la questione dell’allenatore a neppure una settimana dall’inizio del campionato e appare scontato che il sostituto di Lucarelli possa essere Andrea Camplone, il cui cellulare è stato letteralmente subissato di chiamate da Perugia, per avere conferma dei contatti, dopo il distaccato arrivederci dal club biancorosso alla fine della scorsa stagione. Camplone si è limitato a dire: «Mi hanno chiamato in tanti», alludendo ai giornalisti e magari anche collaboratori del Perugia, facendo intuire che la trattativa è in fase di conclusione.

I perché della scelta Le ragioni che hanno spinto il Perugia a prendere la decisione stanno in 2 o 3 punti: l’esclusione al primo turno dalla Coppa Italia, ad opera del neopromosso Savona, una sconfitta che viene ritenuta pesante non solo per gli eventuali altri incassi e il conseguente prestigio potendo, in ipotesi, affrontare l’Inter dopo il Cittadella, ma soprattutto perché – secondo fonti societarie – quella sconfitta ha pesato fortemente sulla campagna abbonamenti, che si trova in una fase di stallo, sotto le duemila tessere, quando gli obiettivi dichiarati erano nientemeno che cinquemila. Neppure i risultati delle amichevoli hanno giocato a favore di Lucarelli, compreso lo striminzito pareggio contro il Tuttucuoio, con una prestazione che ha preoccupato non solo i tifosi, ma gli stessi dirigenti. Insomma, il feeling iniziale, rafforzato anche dagli eccellenti rapporti tra Parma e Perugia, si è affievolito e Lucarelli inevitabilmente ha perduto dei punti, pur avendo dalla sua l’alibi che la squadra ha avuto poco tempo per trovare un gioco e un’anima. Tanto è vero che solo la settimana scorsa si è corso ai ripari con gli acquisti di Moscati, Filipe e Mazzeo.

Il precedente di Indiani Non è la prima volta che un allenatore scelto in estate non inizi la stagione ufficiale: a Perugia era capitato con Paolo Indiani, tecnico di Certaldo, che venne allontanato pochi giorni prima dell’inizio del campionato di Prima divisione dalla gestione Covarelli, con l’ingaggio, al suo posto, di Giovanni Pagliari.

Renga lascia Un’altra separazione di cui pure non si ha conferma ufficiale potrebbe avvenire dal consulente responsabile della comunicazione Roberto Renga che, preso da altri impegni professionali, potrebbe non proseguire il rapporto di collaborazione che l’aveva visto impegnato anche nella presentazione ufficiale della squadra alla stampa.