Elena Proietti, arbitro e assessore a Terni, ospite da Giletti

di Lor. Pul.

L’Associazione italiana arbitri replica all’assessore allo Sport del Comune di Terni, Elena Proietti, dopo le dichiarazioni rilasciate dalla Proietti in seguito alla decisione della commissione disciplinare di ritirarle la tessera da arbitro. Il procedimento disciplinare era stato aperto nei confronti dell’attuale amministratrice di Palazzo Spada, che nel frattempo ha dismesso gli abiti da direttore di gara, in seguito ad alcune interviste in tv e sui giornali dopo i fatti relativi alla partita da lei il 7 dicembre 2014 al termine della quale, da un parapiglia nato tra alcuni giocatori, la Proietti fu colpita al volto riportando danni permanenti all’occhio e all’orecchio. In particolare la Proietti accusò l’Aia di averla «abbandonata» e, in riferimento ad altri episodi accaduti sui campi dilettanstici in altre regioni d’Italia, di «mandare giovani arbitri al massacro e allo sbaraglio senza alcuna tutela».

La precisazione dell’Aia L’Aia precisa di aver «subito manifestato vicinanza e solidarietà sia con le visite da parte del Presidente della Sezione arbitrale di Terni e dei componenti del Comitato Regionale Arbitri dell’Umbria durante la sua degenza, sia con l’attivazione di tutte le misure introdotte dalla stessa Associazione, d’intesa con la FIGC, a tutela degli arbitri vittime di condotte violente». Ed in particolare di aver «subito istruito la pratica per ottenere l’autorizzazione della FIGC ad adire le vie legali ordinarie nei confronti del tesserato individuato dalla giustizia sportiva quale autore della predetta condotta, regolarmente concessa; inoltre l’Aia ha messo a disposizione della dott.ssa Proietti l’assistenza legale gratuita prevista a favore dei propri arbitri vittime di violenza, per poter agire dinnanzi l’autorità giudiziaria ordinaria, ma la stessa non ha inteso avvalersene; successivamente l’Aia non ha più ricevuto alcuna comunicazione dalla dott.ssa Proietti né sul procedimento penale relativo ai predetti fatti, a quanto risulta definito con un’archiviazione, né sulla instaurazione di un giudizio civile risarcitorio».

Le tappe del procedimento Racconta l’Aia che il 25 marzo 2018 la dottoressa Proietti è «risultata idonea al corso di qualificazione per osservatore arbitrale e, dunque, è stata abilitata alla specifica attività tecnica di visionatura e valutazione degli arbitri a disposizione dell’organo tecnico Ssezionale, attività che ha svolto regolarmente; in data 12 luglio 2018, la rivista on line settecalcio.it dedicava ad Elena Proietti, appena nominata Assessore comunale allo sport e alle pari opportunità, un articolo dal titolo “Elena Proietti, a Terni un assessore giovane… e col fischietto!”, in cui la stessa rilasciava la seguente testuale dichiarazione, tuttora visibile: “Lo sport è da sempre la mia vita… sono arbitro di calcio, mi onoro ancora di far parte di questo fantastico mondo che è l’Aia”; in data 6 agosto 2018, il Presidente Nazionale dell’Aia ha accolto la specifica domanda della dott.ssa Proietti di essere inserita nel ruolo degli arbitri associativi e, dunque, tra coloro che, per precisa norma regolamentare, sono esonerati dall’attività tecnica e, “per motivi eccezionali”, sono ritenuti “meritevoli” di continuare a far parte dell’Associazione; nel novembre 2018, ben quattro anni dopo i fatti e solo quattro mesi dopo la dichiarazione e la richiesta appena richiamate, la dott.ssa Elena Proietti ha improvvisamente mutato opinione; infatti, in violazione delle norme regolamentari dalla stessa liberamente accettate con l’adesione all’AIA e in singolare coincidenza con il clamore mediatico suscitato da una grave aggressione subita da un giovane arbitro laziale, la dott.ssa Proietti ha rilasciato dichiarazioni e partecipato a programmi televisivi nazionali, senza l’autorizzazione obbligatoria per tutti gli arbitri, ed ha ivi dichiarato di “essere stata abbandonata dall’Aia e dalla Figc” in occasione dei suesposti fatti del 2014, affermando, inoltre, che “siamo mandati allo sbaraglio… senza alcuna tutela né dalla Federcalcio né dall’Aia” e “non è giusto mandare ragazzi al massacro”; per tali circostanze è stato aperto un procedimento disciplinare, in cui la dott.ssa Elena Proietti ha ritenuto opportuno non svolgere alcuna attività difensiva, e, con delibera di data 15 ottobre 2019, la Commissione di Disciplina Regionale per l’Umbria dell’Aia le ha irrogato la sanzione disciplinare del ritiro della tessera, comunicata in data 21 ottobre 2019, non impugnata e, quindi, divenuta definitiva».

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