di M.R.
Due gli appuntamenti presentati giovedì mattina in conferenza stampa dalla compagine ternana del rugby.
Bristol Wonderers ‘Charity through rugby’ (beneficenza attraverso il rugby), questo il messaggio che il team inglese diffonde in tutto il mondo. La squadra della contea di Bristol sarà a Terni il prossimo 13 marzo, quando l’impianto Virgilio Maroso sarà particolarmente accogliente e festoso. «Birra, panini e… respireremo tanto rugby». È così che gli addetti ai lavori hanno immaginato la giornata di venerdì alla quale hanno invitato tutta la cittadinanza a partecipare: «La nostra intenzione – spiegano – è quella di diffondere la cultura di questa disciplina».
Carcere Il secondo giorno cerchiato in rosso sul calendario del Terni rugby è il 28 marzo quando in bct Antonio Falda verrà a presentare il suo libro ‘Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre’, un viaggio in otto carceri italiane alla scoperta di chi ha portato la palla ovale all’interno delle case circondariali tramite il progetto ‘Carceri’ sostenuto dalla federazione italiana rugby. Progetto abbracciato con convinzione ed entusiasmo anche dalla società rossoverde con l’istituto penitenziario di Sabbione. Una sfida sociale significativa, particolarmente apprezzata anche dal vicesindaco Malafoglia. Una collaborazione che non si limita alla partita con i detenuti ma che offre loro un’opportunità lavorativa.
Formazione Ai carcerati che stanno scontando l’ultimo periodo di pena, il Terni rugby offre una possibilità di formazione sportiva nella disciplina. Un’impresa che ha del paradossale ma che, proprio per questo, fa vibrare l’orgoglio e l’anima degli atleti ternani: «Pensate – raccontano – la straordinarietà di un detenuto avviato al percorso di formazione per educatore, che potrebbe allenare i rugbisti di domani». E a proposito di questo rapporto col carcere, trapela una di quelle curiosità ‘da pelle d’oca’: «La tradizione – spiega l’allenatore Jacopo Borghetti – vuole che alla fine di un match la squadra gridi il proprio motto, una sorta di saluto, di augurio e per i carcerati non è stato difficile trovarne uno, ‘Per la libertà’ hanno detto subito».
L’addio di Betti Ma aldilà di esperienze formative, solidali e impegnate, la vera notizia del Terni rugby arriva al termine della conferenza stampa, in toni informali ma palesemente sinceri: «Vi invito a partecipare ai nostri appuntamenti – ha detto il patron Alessandro Betti – e vi saluto da presidente uscente». Lodevoli le spiegazioni fornite: «Dopo dieci anni è giunto il momento di fare largo a nuove energie – ha detto il presidente; il contributo economico della farmacia Betti resta importante, anzi è aumentato, ma visto l’imminente rinnovo del direttivo io non intendo ricandidarmi, né rimarrò nel consiglio, rischierei di mettere in difficoltà il successivo presidente nelle scelte essendo maggiore sponsor».
