di F.T.
Si chiama Albano Torasso, maestro d’armi di 79 anni. Domenica era insieme ad un’ottantina di ragazzi, appartenenti alla scuola Karate Calzola, che hanno sostenuto e superato gli esami per il passaggio alla cintura superiore. Albano si è guadagnato quella nera e si è visto recapitare il diploma direttamente dal Giappone.
Gli esami La manifestazione si è svolta al palasport di Acquasparta e gli atleti sono stati sottoposti, dai maestri Lorenzo e Andrea Calzola e dalle cinture nere della società, a dure prove di kata (figure) e kumite (combattimento) che di fatto hanno dimostrato l’avvenuta maturazione degli atleti e l’idoneità ad indossare la cintura di livello superiore.
I risultati Quella di domenica, peraltro, è stata anche l’occasione per festeggiare le sei medaglie – 2 ori, 2 argenti e 2 bronzi – conquistate al sesto ‘open’ d’Italia che si è svolto a Santa Marinella e che ha rappresentato la degna conclusione di un 2013 che, per la Karate Calzola, è stato nel segno del successo.
La soddisfazione «Si chiude davvero un grande anno di successi – dice Lorenzo Calzola – e vogliamo ringraziare tutti i ragazzi e le loro famiglie per il fondamentale contributo che hanno dato». Mentre Andrea Calzola sottolinea che «tra i ‘ragazzi’, ci teniamo in particolar modo a congratularci con Albano Torasso, che ormai è sotto tutti i punti di vista la nostra star, oltre ad essere un grande amico ed un bravo karateka».
Torasso «Persone come lei meriterebbero di essere immortali». Ancora oggi Albano Torasso si emoziona nel ricordare le parole con cui Silvio Berlusconi lo ringraziò – pagandolo anche sull’unghia, ovviamente – dopo l’ennesimo lavoro fatto a regola d’arte. Erano i primi anni ’90 e il maestro torinese, classe di ferro ’35, aveva messo a disposizione il suo genio per uno dei tanti castelli (sembra siano almeno diciotto; ndr) di cui l’ex premier è proprietario. Al tempo Forza Italia era poco più che un embrione ma il nome di questo piemontese, umbro d’adozione, era già affermato.
Arte e sport Artigiano specializzato nel ferro battuto e nelle armi medievali, nel suo curriculum vanta anche collaborazioni con grandi registi (da Martin Scorsese a Roberto Benigni, passando per Pupi Avati) che hanno apprezzato e continuano ad apprezzare le sue opere. Chi lo conosce, però, sa bene che nella sua vita non c’è solo il lavoro. «E vorrei vedere, a 79 anni avrà anche diritto di riposarsi», penserà qualcuno. Sì, solo che il suo riposo si chiama karate, sport preferito insieme all’arco ‘storico’ e alla scherma medievale.
Parla lui La ricetta di questo ‘fenomeno’ che vive nella campagna tuderte, nella frazione di Casemasce, è semplice: «Nella vita, come nello sport, servono impegno, volontà e passione. Il tutto ovviamente accompagnato da una buona salute. È un po’ un circolo virtuoso». Progetti? «Finché la salute mi assiste, io vado avanti. Non bisogna mai voltarsi indietro. Per il futuro ho in mente anche un progetto per Todi, legato al mondo delle arti e degli antichi mestieri». Qualche dettaglio? «Visto che di spazi pubblici disponibili e inutilizzati ce ne sono tanti, si potrebbe creare un’esposizione permanente con tutte le lavorazioni storiche, dal legno al ferro, fino alla carta. Sarebbe un modo per attrarre più turisti e magari invogliare qualche ragazzo a imparare questi mestieri. Dia retta a me che lo so bene: se uno è bravo e ha voglia, il lavoro non manca mai». Altro che la crisi.
