di Simone Francioli
Cinque giugno 2011. La Mantia realizza al 93′ la rete che consente al Foligno di annullare il vantaggio rossoverde firmato Sinigaglia nel ritorno del ‘play-out’ della Lega pro-prima divisione. Il ‘dramma‘ sportivo si concretizza: Ternana retrocessa in Seconda divisione. L’apice negativo che chiude un quinquennio di confusione, delusioni e incertezze. Sembra l’inizio dell’oblio, di un punto di non ritorno. Niente di tutto ciò: il 29 giugno viene ufficializzato l’arrivo di Domenico Toscano, nella prima settimana di agosto il ripescaggio in Prima divisione. È l’inizio della rinascita.
‘Il Cannibale‘ Un tecnico giovane, ma già vincente nella sua breve esperienza. Toscano giunge a Terni dopo aver vinto due campionati con il Cosenza – qui nasce il soprannome che tuttora lo caratterizza – e aver portato i calabresi in Prima divisione partendo dalla Serie D. «Credo nel lavoro e nello spirito di gruppo. Dalla presenza di queste caratteristiche nascono le squadre importanti», le prime dichiarazioni da allenatore delle ‘Fere’. Ambiente e squadra da ricostruire, con la rosa rivoluzionata – acquistati anche Fazio, Miglietta, Carcuro, Dianda, Litteri e Bernardi – dalle tante modifiche apportate nel mercato estivo. Lo scetticismo regna sovrano.
Il successo L’avvio è da incorniciare. Tre vittorie e un pareggio nel girone di Coppa Italia con Celano – 2-0 casalingo nel debutto ufficiale di Toscano – Chieti, Foligno e Giulianova. In campionato la squadra si dimostra competitiva, piazzandosi nelle zone alte della classifica fin da subito. Ad ottobre i rossoverdi conquistano cinque vittorie consecutive, battendo nel percorso le due concorrenti principali per la testa della graduatoria, Taranto e Carpi. Si riaccende la fiamma tra il pubblico delle ‘Fere’, affievolita dalle precedenti annate. Ternana che chiude il girone d’andata a quota trentasette punti: si fa concreta la possibilità di un ritorno nella serie cadetta.
La promozione Il Taranto, principale antagonista dei rossoverdi, viene penalizzato dalla Commissione Disciplinare per un totale di sette punti, spianando la strada al gruppo di Toscano, sempre più ‘condottiero’ verso un’impresa inattesa. Nello scontro diretto del ‘Liberati‘ – 1-1 il 25 febbraio 2012 – oltre diecimila spettatori, dato record della stagione. La tifoseria vive di nuovo con gioia, passione e ottimismo le vicende della propria squadra e, il 25 aprile, c’è la matematica a sancire l’ascesa rossoverde: il 2-0 alla Reggiana vale la certezza del primo posto. Terzo campionato vinto per il tecnico calabrese, rossoverdi che tornano in Serie B dopo sette anni. Per il trionfo manca solo la Supercoppa, persa con lo Spezia, ma Toscano è ormai nel cuore dei supporter.
Il debutto in B «Dopo la firma sono uscito dalla sede felice, con una sensazione positiva per la stagione che andremo ad affrontare in Serie B»: così aveva parlato Toscano al momento del rinnovo del contratto avvenuto nel mese di maggio. Campionato diverso, stessa fame e ferocia nel voler raggiungere l’obiettivo. Per la nuova avventura la squadra viene rinforzata con diversi innesti, senza tuttavia snaturare – Cejas e De Giosa le cessioni di rilievo – il gruppo protagonista della promozione. Tre sconfitte consecutive in avvio, quindi la ripresa. Ai ventidue punti del girone d’andata, fanno seguito i trentuno maturati nella seconda parte di stagione. Il legame con la città si rafforza e intanto arriva anche la ‘panchina d’oro’. L’aritmetica salvezza giunge ad Ascoli, nello scontro diretto terminato in parità: il tecnico delle ‘Fere’ chiude positivamente la sua prima esperienza nel torneo cadetto.
Mercato e confusione Infine i fatti recenti, culminati con la decisione della società di sollevarlo dall’incarico a poche ore dal termine del 2013 dopo il successo sulla Reggina. Come nel 2011 la rosa subisce pesanti cambiamenti e giocatori quali Ambrosi, Pisacane, Ferraro e Gotti, tra le maggiori figure del trionfo nel campionato di Lega pro-prima divisione, vengono ceduti o lasciati andare in scadenza. Hanno fine inoltre i prestiti di Vitale, Brosco e Ragusa. L’entusiamo è alle stelle – novemila gli spettatori nell’amichevole di agosto con la Roma – e le aspettative sono alte. I segnali tuttavia sono negativi sin dal principio: la squadra è eliminata nel primo turno di Coppa Italia, in casa, dal Lecce. Le sostanziali modifiche effettuate in estate non danno gli effetti sperati e i rossoverdi si ritrovano ben presto a lottare per evitare i bassifondi della classifica. Toscano predica calma, ma le prime ‘voci’ di un possibile avvicendamento si presentano ad ottobre dopo il pareggio interno con la Juve Stabia. Il patron Longarini conferma la fiducia e la Ternana batte nella giornata successiva il Novara 5-0. Mera illusione di ripresa, dato che la squadra non riuscirà mai a trovare continuità e rabbia invocate da Toscano.
L’amaro epilogo. Nel mezzo, le forti contestazioni dei tifosi – l’apogeo nel dopo Trapani – i continui cambi di modulo e lo screzio in allenamento con Nolè. Un tira e molla fatale all’allenatore reggino che, per sua stessa ammissione, non aveva mai vissuto una situazione del genere. Centootto panchine – terzo dopo Viciani e Tobia nella storia rossoverde – una promozione, una salvezza, un travagliato campionato in Serie B e primo autore della rinascita rossoverde, sul campo e fuori: ‘Fera’ acquisita, entrata nella storia della Ternana dalla porta principale.
