di M.F. e C.F.
Un derby ricco di colpi di scena e quasi cinematografico quello andato in scena al Liberati. Un film contornato, anche in mattinata, dal caos che ruota attorno alla società rossoverde e che ha reso la partita più sentita dell’Umbria ancora più carica di significato. Una trama iniziata con l’equilibrio generale che ha regnato sovrano per quasi tutto il primo tempo, salvo essere spezzato nel finale dalla zuccata di Capuano. Poi il gol della sicurezza di Ferrante che ha mandato in visibilio gli spettatori del Liberati. E quando la conclusione sembrava già scritta, il colpo di scena targato Bacchin ha regalato alle due tifoserie 25 minuti di passione sportiva. Lo zampino di Montevago ha rovinato la festa rossoverde e dato il via a quella biancorossa negli spogliatoi. Un finale drammatico per le Fere. Un lieto fine per i Grifoni. I due lati del film del derby sono stati poi raccontati ai microfoni della stampa nel post partita: «Amarezza» la parola chiave usata da Fazio, «Soddisfazione» invece per i biancorossi.
Fazio Come detto, tanta l’amarezza che aleggia in casa rossoverde dopo una partita che sembrava in controllo e sfuggita sul più bello: «Per 70 minuti una partita di alto livello, abbiamo rischiato solo su un contropiede. I gol loro non li ho rivisti ma l’impressione è che abbiamo fatto tantissimi errori e un squadra che la vuole portare a casa quella palla la butta fuori dallo stadio, ma non è successo. Restiamo con l’amarezza di un pareggio dopo essere stati 2-0. Ringrazio Marco perché si è messo a disposizione. L’abbraccio è nato perché come me si sente il derby e quello che avevamo chiesto alla squadra era di farlo per noi, la città e lo staff tecnico». Spiegate anche le sostituzioni che hanno lasciato qualche perplessità all’ambiente: «Majer l’ho tolto perché non stava bene, Aramu non ne aveva più. Martella aveva i crampi e l’ho tolto alla fine. Il film delle ultime partite è che dopo i cambi il mondo sembra crollarci addosso, ma erano forzati». Nessuna novità, infine, sul fronte societario: «Il nostro obiettivo era raggiungere i play off nella miglior condizione possibile a livello mentale ma anche di classifica. Sono mancati i risultati ma la prestazione c’è sempre stata. Ormai credo che siamo dentro, pensiamo alle ultime due e poi vedremo come siamo messi ai play off. Non sappiamo nulla, noi da ieri pensavamo alla partita di oggi. Domani e dopodomani faremo allenamento e poi penseremo solo al Bra»
Ferrante Grande protagonista delle due straregionali di quest’anno con altrettante marcature, anche per Ferrante il sentimento che prevale nel post partita è l’amarezza: «Felice per il gol ed essere entrato nella storia della Ternana ma c’è amarezza perché potevamo portare il risultato a casa e dare una gioia alla città in un momento così. Poi c’è stato un calo fisico e c’è rammarico perché la dovevamo portare a casa però purtroppo questo è il calcio. Ci dispiace perché sentivamo molto la partita». Queste le sensazioni del gruppo squadra sulla situazione del club: «Non è facile perché si legge tanto la situazione e non è facile da portare avanti ma noi dobbiamo pensare al campo, anche se non sempre le energie vanno lì. Noi dobbiamo dare il massimo e augurarci che tutto vada per il meglio». Situazione vissuta quasi da protagonista dallo stesso Ferrante, componente della delegazione che venerdì si è recata a Roma dalla proprietà: «Siamo andati dalla società per chiedere della situazione. Io non posso parlare di questa situazione ma sicuramente lo farà il capitano. Spero che si trovi una soluzione perché ci sono in ballo tante famiglie e noi vogliamo pensare solo al campo. Io sono fiducioso che qualcosa succederà e speriamo bene».
Borras All’inferno (calcistico) e ritorno. Sotto 2-0 per il Perugia si stava per materializzare un derby amaro, amarissimo. Una sconfitta dura da digerire contro una Ternana capace di mettere da parte il momento delicato che sta attraversando. Nel momento di massima difficoltà, la reazione, la rimonta, il 2-2. A fine partita, il direttore generale Hernan Borras non nasconde la propria emozione. Non tanto e non solo per un match dalle mille emozioni, ma per tutto quanto accaduto nell’annata in corso. «Non possiamo essere molto contenti per come è andata la stagione – puntualizza il diggì ai microfoni di Umbria TV – ma dopo il 2-0 il risultato è buono. Dopo Pineto abbiamo fatto una riunione che ha coinvolto tutti, abbiamo fatto diversi risultati positivi. Ringrazio il presidente Faroni che non sta aspettando la clinica o lo stadio, ha messo solo tanti soldi per il Perugia Calcio. Mi sono sentito responsabile per quanto è accaduto in questi mesi ma ho sempre avuto lui vicino, ho avvertito un peso molto grande anche per via delle critiche ricevute. Mando un abbraccio a Franco Vannini (gloria biancorossa, ndr) che ha perso la moglie. Il futuro? Ci stiamo lavorando da dicembre».
Tedesco «Ringrazio i giocatori che hanno fatto una partita d’orgoglio e di carattere. Se si fossero giocati cinque minuti in più forse avremmo vinto. Alla fine del primo tempo ero molto arrabbiato – svela Giovanni Tedesco -, sul gol di Capuano siamo stati troppo leggeri». Il tecnico spende poi parole al miele per Lisi. «Ho voluto premiarlo con la maglia da titolare perché è un giocatore importante. Voleva giocare, giovedì si opera, la mia è stata una scelta di cuore. Il mio futuro? Non lo so, non ho parlato con la società in questi giorni. Gaucci mi ha sempre detto che prima bisognava ottenere la salvezza e poi si sarebbe parlato di futuro. Vogliamo finire bene le prossime due partite, poi mi metterò seduto con la società e con Gaucci per capire se ci saranno i presupposti per continuare, altrimenti sarò sempre grato e riconoscente al Perugia».
Nepi e Don Bolsius «Quando vengo chiamato in causa – puntualizza Alessio Nepi autore di un ottimo ingresso in campo come certifica l’assist per il 2-2 di Montevago – cerco sempre di dare il massimo. Nel secondo tempo siamo riusciti a rimontare, è andata bene, siamo molto contenti». «Sono contento di aver aiutato la squadra – aggiunge Don Bolsius -. Cerco sempre di andare in campo ed essere il più libero possibile a livello mentale. Mi piace prendermi rischi e responsabilità. Sapevamo quanto fosse importante questa partita. Non vedo l’ora di giocare un altro derby». Più che da lui, dipenderà dal futuro delle Fere.
