di Mat. Far.
Il mister della Ternana, Fabio Liverani, è stato sollevato dall’incarico. A comunicare l’ufficialità della notizia che era nell’aria da diverse ore la società in una nota pubblicata nella tarda mattinata di lunedì. La guida tecnica della prima squadra è affidata temporaneamente a Pasquale Fazio, allenatore dell’Under 17 rossoverde che verrà presentato con tutta probabilità nella giornata di martedì. Fatale per il tecnico romano la sconfitta di sabato a Pesaro, la seconda consecutiva e la terza nelle ultime quattro.
La nota «La società – scrive la Ternana Calcio – desidera ringraziare il mister e il suo staff, composto da Claudio Bellucci, Maurizio Cantarelli e Federico Fabellini, per il lavoro svolto con impegno e professionalità nel corso della stagione, augurando loro le migliori fortune professionali. La guida tecnica della prima squadra è affidata temporaneamente a Pasquale Fazio, attuale allenatore della Ternana Under 17, che dirigerà la squadra a partire dalla seduta di allenamento odierna».
L’esonero Il tecnico romano chiude la sua seconda esperienza in rossoverde in maniera nettamente più amara rispetto alla prima, quando al termine della stagione 2016-2017 non venne confermato dal presidente Bandecchi dopo aver condotto le Fere a una storica salvezza in Serie B. Liverani paga soprattutto l’andamento altalenante e incostante che ha caratterizzato la stagione della formazione rossoverde fin dall’inizio. Proprio quell’inizio di stagione partito nel peggiore dei modi, con la lunghissima estate vissuta dal club di via della Bardesca e una luce in fondo al tunnel che sembrava non arrivare mai. E se grandi meriti della sopravvivenza della Ternana vanno riconosciuti alla famiglia Rizzo, per onestà intellettuale lo stesso va fatto anche per Fabio Liverani e l’ex ds Carlo Mammarella, che hanno ‘condotto la nave in porto’. Poi però, quando la società ha finalmente ritrovato un barlume di serenità finanziaria e gestionale, lo stesso non si è potuto dire dei risultati sul campo.
Risultati altalenanti Una stagione vissuta sulle montagne russe, costellata da qualche alto e troppi bassi; una rosa – che partiva da una buona base ed è stata rinforzata a gennaio – che ha dato l’impressione di non essere mai stata valorizzata fino in fondo e di essere troppo umorale e incostante, oscillando da un estremo (la vittoria convincente in casa della capolista Arezzo) all’altro (i tonfi contro Gubbio e Forlì) in rapida successione. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che non le ha permesso di fare il salto definitivo in un girone molto modesto. Un quarto posto – ancora alla portata, sia chiaro – mai veramente conquistato e difeso dalle pretendenti, che ora scalpitano e hanno scalzato le Fere, ricacciate al nono posto in classifica. Ma anche la ‘macchia’ della Coppa Italia, vero obiettivo stagionale che avrebbe permesso ai rossoverdi di arrivare ai play off in corsia preferenziale, sfumato in semifinale contro un avversario alla portata. Fattori a cui si aggiungono anche i malumori di buona parte della piazza, che da settimane ‘chiedeva la testa’ dell’allenatore. E allora ecco che la sconfitta di Pesaro, la terza nelle ultime quattro partite, è stata fatale per Fabio Liverani. Che dopo essere andato a pochi metri – 11 – dalla Serie B, saluta con un epilogo che non rende giustizia al primo, eroico, capitolo in rossoverde a all’amore che lo lega a questi colori.
