di Mattia Farinacci

Mentre i rossoverdi riprendono nel pomeriggio la preparazione in vista del Legnago Salus, nella mattinata di martedì i due nuovi acquisti delle Fere Vincenzo Millico e Andrea Vallocchia si presentano nella sala stampa del Liberati.

Ad introdurli alla stampa è il ds Carlo Mammarella, che ha spiegato le motivazioni dell’arrivo dei due ragazzi a Terni e ha poi parlato a tutto tondo degli ultimi giorni e delle ultime trattative di mercato: «Oggi presentiamo Andrea Vallocchia e Vincenzo Millico, due ragazzi che si metteranno a disposizione da subito per aiutare la squadra a raggiungere quello che abbiamo coltivato e costruito fino ad adesso. Entrambi hanno firmato fino al 2027. Andrea abbiamo avuto il piacere di riportarlo a casa perché quando parlavamo qualche settimana fa mi ricordava che era anche un tifoso della Ternana… Sono da due giorni all’interno del gruppo e dello spogliatoio e sentendo le loro parole si sono accorti dei valori di questa squadra e sono stati scelti perché li rispecchiano. Mettere dentro Vincenzo e Andrea con queste caratteristiche per noi è importante e lo sarà per il prosieguo del campionato. Poi stiamo cercando di puntellare la rosa con un difensore e infine vediamo cosa succederà a fine mercato. Su De Boer stiamo parlando da qualche settimana per il rinnovo. Non dipende da noi perché è un ragazzo che ha fatto 30 partite in Serie B l’anno scorso e gli è scattato un rinnovo automatico di un solo anno. Ma questo mette in difficoltà la proprietà e non è giusto nei confronti del ragazzo. Stiamo comunque parlando da diverse settimane e stiamo arrivando al nocciolo: c’è il desiderio della proprietà di portare avanti il discorso e si tratta di incastrare i numeri, ma ci siamo quasi. Per Patanè si cerca una situazione più consona alle sue qualità del momento; su Carboni il Cagliari vuole fare l’operazione con la Torres e vedremo come si evolve».

Le parole di Millico Arrivato in una trattativa lampo dal Foggia e primo annuncio ufficiale della società rossoverde in questa sessione di mercato, Vincenzo Millico apre il suo nuovo capitolo a Terni dopo una prima fase di carriera importante culminata con 15 presenze in A e 3 nelle qualificazioni di Europa League con il Torino: «A volte ci vuole tempo prima che le aspettative che si creano attorno ad alcuni calciatori vengano coltivate al 100%. Non ci sono step automatici che un calciatore deve fare, a volte si possono fare strade diverse ma quello che conta alla fine è rimanere concentrati al di là delle difficoltà e delle aspettative che ci sono. Sul ruolo posso occupare qualunque posizione di cui abbia bisogno il mister e la squadra. Io sono a disposizione e voglio entrare in punta di piedi con l’umiltà di cui questa squadra ha bisogno. Non voglio paragonarmi a nessuno e sono sempre a disposizione del mister». Nonostante il prestigioso curriculum, l’esterno torinese elogia l’ambiente rossoverde e il livello della squadra: «Chiunque è appassionato di calcio si fa una cultura generale sulle squadre che ambiscono a qualcosa e che hanno una storia importante. Sapevo che la Ternana era una di queste, anche se prima non spettava a me guardarla. Appena ho sentito di poter arrivare ho iniziato a guardare la classifica e le partite; ho capito che l’obiettivo del centenario è condiviso dalla società e da tutta la squadra. La prima cosa che ho detto al direttore a fine partita (contro la Vis Pesaro) è che questa squadra è veramente forte. Si vede che è ben allenata, che sta bene in campo, si diverte e ha entusiasmo. Dal vivo è anche più forte di quello che sembra in tv. Un calciatore deve essere ambizioso, deve puntare a stare con i giocatori forti per migliorare ed è solo che un onore essere parte di questa squadra». Squadra che ha ben accolto i due nuovi arrivati, con cui inizierà ad allenarsi proprio dal primo pomeriggio di martedì: «Il gruppo ci ha accolto bene ma non abbiamo avuto modo di amalgamarci perché siamo arrivati mentre stavano facendo la rifinitura e poi sono andati in ritiro. C’è stato solo un saluto e una chiacchiera, ma era giusto così perché c’era una partita importante. Con lo staff tecnico c’è una simbiosi di intenti e un piacere ad incontrarsi».

Le parole di Vallocchia La seconda ufficialità di questo mercato è stata quella di Andrea Vallocchia, reatino classe 1997 già affezionato alla realtà Ternana. L’ex Triestina esordisce spiegando i motivi del suo addio alla squadra friulana e la scelta di arrivare a Terni: «A Trieste sono stato benissimo e l’allenatore aveva grande stima di me. Per me era una situazione ideale, poi ci sono state alcune vicende particolari con il direttore. Mi ha offerto una proposta di rinnovo indecoroso. Fortunatamente non mi è andata male: con la Ternana avevamo iniziato dei discorsi in estate che poi non sono stati portati avanti. Ma è stata sempre la mia prima scelta per riavvicinarmi a casa e anche perché probabilmente è la squadra più forte dell’intera Serie C. È stata la scelta migliore per me e sono contento di aver chiuso in pochissimo tempo». Il calciatore laziale potrà essere un’arma duttile e pericolosa a disposizione di mister Abate, oltre a portare grande entusiasmo al gruppo in una fase di campionato decisiva: «Ho ricoperto quasi tutti i ruoli del centrocampo, ma vista la partita di domenica non mi è sembrato ci fosse tanto bisogno perché i nostri centrocampisti hanno fatto una partita importantissima. Contro la Vis Pesaro ho avuto le stesse impressioni di Vincenzo: ci guardavamo e ad ogni azione dicevamo che la squadra è forte. La Vis Pesaro ha fatto un gol fortuito e non ha avuto tante altre occasioni, mentre noi si. La Ternana ha avuto il pallino del gioco. Noi dobbiamo entrare in punta di piedi perché è un bel gruppo, molto amalgamato. Noi dobbiamo portare la nostra esperienza e il nostro entusiasmo che in questo momento della stagione è fondamentale». Fondamentale anche in virtù della difficoltà di un girone complicato: «Io ho girato tutti i gironi. Quest’anno tra il girone A e il girone B ci sono tante differenze a livello di squadre. Nel primo ci sono 2/3 squadre, mentre nel girone B ogni campo è arcigno e difficile da affrontare. Ma noi siamo qui per vincere e non dobbiamo guardare contro chi andiamo a giocare. Dobbiamo pensare a noi consapevoli dei nostri grandi mezzi per vincere più partite possibili».

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