Ingenuità fatale quella di Zito

di Simone Francioli

Una trasformazione totale. Da una Ternana decisa, dominante ed aggressiva, ad un’altra timorosa, ansiosa ed inerme: una squadra lontano parente di quella ammirata a Modena ed il Bari, in forma smagliante fuori dalle mura amiche, ne ha approfittato per ottenere i tre punti senza aver bisogno di sfoderare una prestazione ‘monstre’. Nell’harakiri delle ‘Fere’ pesa come un macigno l’ingenuità di Zito, espulso sul finire di primo tempo. Ci sarà da sudare per evitare i ‘play-out’: sabato, a Latina, non si può fallire.

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L’approccio Una Ternana che fin dalle prime battute ha dato l’impressione di non essere nelle giornate migliori. I pugliesi di Alberti hanno subito dato ritmo e fluidità al proprio match, sfiorando all’ottavo la marcatura con Sabelli. Il lampo di Antenucci non è bastato a scaricare le evidenti tensioni in corpo ai rossoverdi, mai in grado di mettere seriamente in difficoltà la retroguardia dei ‘galletti’. Paradossalmente l’undici di Tesser ha dimostrato maggior temperamento e ferocia in inferiorità numerica ed in svantaggio, ma nella ripresa gli unici pericoli sono arrivati grazie a due giocate aeree di Ferronetti e Maiello. La costanza, sicurezza e stabilità instaurate da Tesser nel gruppo durante i primi due mesi sono scomparsi: sette punti nelle ultime otto partite, con il Cittadella giunto ormai a meno due. E, dopo il match con i pontini, c’è lo scontro diretto con il Padova. Servirà ben altro, la zona ‘play-out’ è a due passi.

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Un problema congenito Il cambio d’allenatore non è servito. No, perché i rossoverdi hanno dimostrato anche con Tesser di non saper amministrare il vantaggio. Un deficit grave, che non ha permesso alla squadra di raccogliere quei punti che, già da ora, avrebbero messo al riparo dal pericolo ‘play-out’. Ieri altri tre punti persi, che danno continuità agli altri dieci dilapidati tra Avellino, Siena, Virtus Lanciano, Novara e Crotone: vale a dire che sulle dieci circostanze nelle quali le ‘Fere’ hanno messo il piede avanti per primi, gli uomini di Tesser hanno ottenuto il bottino pieno in appena quattro di esse.  E ovviamente si tratta del record negativo della Serie B. Sul lato caratteriale troppe le prove che certificano la fragilità mentale di questa Ternana.

Zito Graziato in altre circostanze, questa volta no. Falli ingenui, evitabili e atteggiamenti come minimo rivedibili sul terreno di gioco: l’esterno campano ha rovinato una buona prestazione – tra i migliori nella prima mezz’ora –  con un gesto che, di fatto, ha dato il via al trionfo biancorosso. Zito fa ‘mea culpa’, ma non risparmia frecciate all’arbitro Aureliano: «Chiedo soltanto scusa ai miei compagni, li ho lasciati in dieci e nonostante tutto hanno dato il massimo per portare a casa il risultato. Potevo evitare io, altrettanto il direttore di gara: due falli, due ammonizioni in venti minuti. In quella circostanza è stato prevenuto. Il fatto – spiega Zito – che sulla punizione successiva sia nato il gol mi fa pesare ancora di più questa situazione. Spero che resteremo tranquilli per conquistare l’obiettivo».

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Antenucci Spietato il capitano rossoverde in occasione dell’1-0, non altrettanto nella chance capitatagli pochi istanti prima. Il suo diciottesimo gol stagionale non è servito a far sì che la squadra si avvicinasse ulteriormente alla tanto ambita quota salvezza. L’analisi del bomber molisano è lucida e chiara: «Quasi in ogni partita abbiamo subito il ritorno della squadra avversaria, oggi dopo il pareggio abbiamo anche preso il secondo gol oltre che l’espulsione di Antonio. Lì è cambiata la partita, con l’uomo in meno siamo andati molto in difficoltà e loro già erano bravi a girar palla in parità numerica. Nel secondo tempo – aggiunge Antenucci – abbiamo messo in campo il cuore, due-tre occasioni sono state create.  Luis ha fatto bene nell’occasione del rigore, nessuna colpa». Infine una tirata d’orecchie per Brignoli: «Non dobbiamo perdere la testa negli atteggiamenti, la partita si può sempre rimettere in gioco. Non so quante giornate gli daranno, oggi anche l’arbitro non ha tenuto sotto controllo il match. Molto nervosismo in campo».

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Black-out mentale Chi non ricorderà positivamente gli ultimi otto giorni è Alberto Brignoli. L’estremo difensore rossoverde, assorbito l’errore del ‘Braglia’, si è reso protagonista di un atto ben peggiore in occasione del rigore concesso da Aureliano nelle battute finali. Non solo le inutili proteste – match terminato dopo il tiro dagli undici metri – verso il direttore di gara per le giuste sanzioni ma, non soddisfatto, anche il tentativo di abbassare il braccio del ‘fischietto’ bolognese durante l’esposizione del cartellino rosso. Che, nel peggiore dei casi, potrebbe voler dire più di tre giornate di squalifica nel momento clou della stagione. Un gesto incomprensibile del portiere lombardo, che lascia nelle mani del giovanissimo sostituto Sala il delicato compito di difendere la porta rossoverde negli impegni contro Latina, Padova e Trapani. E per questi atteggiamenti non ci si può attaccare alla prestazione, seppur inadeguata, dell’arbitro.

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