di Mattia Farinacci
Domenica al Liberati la Ternana ospita il Campobasso per quello che sarà un vero e proprio scontro diretto per il quarto posto. Le squadre, al terzo incontro in stagione, sono cambiate molto nell’arco dei mesi, ma la sostanza rimane la stessa: anche domani sarà una battaglia difficile: «Sarà complicata – dice mister Liverani in apertura di conferenza di vigilia -. Hanno avuto qualche cambiamento a livello tattico e sono passati dal 4-3-3 al 3-5-2. Bifulco fa l’attaccante e svaria di più; hanno messo dentro Agazzi e Salines che hanno molta esperienza. Sono compatti ed esperti, non concedono tanto e hanno gli stessi nostri punti. È un tipo di partita che poi si può ritrovare anche ai play off. È la prima di un trittico importante e va fatta con grande attenzione ma sarà molto equilibrata e dovremo essere bravi a cancellare i risultati precedenti».
Il Campobasso e le Fere «È uno dei primi bivi della stagione – prosegue Liverani -. Sono allenati bene, conosco l’allenatore perché siamo stati insieme tanti anni. Ci creeranno dei problemi e saranno decisivi gli episodi. Vincerà chi sarà più bravo a spostarli». Dall’altra parte ci sarà una Ternana in fiducia dopo gli ultimi risultati positivi: «La squadra è in un buon momento psicofisico ma questo poi dall’altra parte ti può far fare il botto, quindi bisogna mantenere alta l’attenzione. È uno scontro diretto contro una squadra paritaria. Va affrontata con rispetto ma sapendo che per noi è un’occasione per migliorarci. È un esame difficile che vogliamo passare a pieni voti. Trovare lo stadio più pieno può essere importante per i ragazzi». Un momento di forma importante e non scontato se si guardano le premesse con cui era partita la stagione: «Sono orgoglioso di quanto fatto dalla squadra e dal mio staff. Non contano solo i giocatori, sono importanti anche le componenti extra campo. Non è stata una stagione libera sotto questo aspetto, ma non ci siamo mai pianti addosso. Abbiamo superato momenti difficili e negativi. Sono orgoglioso che lo abbiamo fatto solo con il noi, mai con l’io. Se parliamo di uno scontro diretto per il quarto posto dobbiamo essere orgogliosi dei ragazzi e io lo sono».
