Stadio Libero Liberati foto Comune di Terni

di Ma. Gi. Pen.

Non è aria per andare in paradiso, direbbe qualcuno. In effetti quella che si respira rispetto alle vicende della Ternana nell’ultimo periodo è un’aria pesante, zero certezze sul futuro del club rossoverde che sembra sempre di più appeso ad un filo. Le cose sicure sono due e sono due date da cerchiare in rosso sul calendario: il 13 aprile, quando ci sarà l’assemblea dei soci convocata dal dottor Fabio Forti amministratore unico rossoverde, e il 16 del mese, ovvero la scadenza federale. Intanto è saltato l’incontro tra Comune, Ternana calcio e Stadium Spa – convocato dal Rup Giorgini – per il proseguimento dell’iter per il progetto stadio-clinica.

Nei giorni scorsi era stato Palazzo Spada, con un comunicato stampa, a dare notizia dell’incontro in programma per l’8 aprile negli uffici di corso del Popolo. Lo slittamento dell’appuntamento è dovuto all’imminente assemblea (straordinaria) dei soci delle Fere che in pratica stabilirà il futuro del club. Le possibilità sono diverse: l’apertura dello stato di crisi (con posizione negoziata) oppure la ricapitalizzazione della società. Per quanto riguarda quest’ultima, non è detto al momento che la famiglia Rizzo voglia ricapitalizzare e in tal caso si profilerebbe un’uscita di scena degli attuali proprietari della Ternana calcio. Sarebbe il quarto cambio al vertice in tre anni con le Fere che sono passate dall’Unicusano a Nicola Guida poi a Stefano D’Alessandro e infine ai Rizzo. Lo scenario peggiore? la liquidazione del club.

Tra l’altro, è quanto emerge dopo l’ultima partita delle Fere a Guidonia, sembra che proprio i Rizzo stiano valutando un passo indietro anche alla luce delle dure contestazioni dei tifosi rossoverdi. In tal caso, almeno al momento nonostante i diversi contatti, non si vedono compratori all’orizzonte.

Intanto il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, sui suoi canali social è tornato all’attacco: «Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere – scrive in un post -. A giocare con il fuoco ci si brucia. Il Comune di Terni e la tifoseria i massimi danneggiati dall’incompetenza politica della giunta regionale e dalla confusione inaffidabile dell’attuale proprietà», poi aggiunge: «Aspettiamo il 13 e il 16 di aprile e poi vedremo le responsabilità politiche e commerciali di chi ha creato questo casino gravissimo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.