di Carlo Forciniti
E’ il 23 novembre 2025. La Sir Susa Scai reduce dal primo ko interno della stagione maturato contro Verona, cerca un pronto riscatto a Trento. Contro l’Itas. In un match tra due super potenze del volley nostrano e non solo. La reazione dei Block Devils non arriva. Ad imporsi sono Michieletto e soci: 3-1. Ahi. Così non va. Nel post gara, il presidente di Perugia non nasconde la propria delusione. Serve di più. Urge una scossa. Banalmente, tornare a vincere. In quel momento, in testa alla classifica c’è sì la Sir (insieme a Verona) a quota 17. E’ vero, Trento è distante due lunghezze. Ma i bianconeri hanno giocato una partita in più rispetto alla concorrenza. La squadra di Lorenzetti è prima ma a portata di sorpasso. Sia di Verona che di Trento.
Reazione da big Nel momento più delicato – se così può essere definito per un gruppo capace fin lì di vincere sei delle prime otto gare di campionato – Perugia si scuote. Un centimetro alla volta, come diceva Al Pacino in “Ogni maledetta domenica». Un set alla volta. O meglio ancora, una partita alla volta. Il primo segnale che la “crisi” comincia ad essere alle spalle arriva contro Monza, superata 3-1 nel turno infrasettimanale successivo alla debacle di Trento. Giannelli e compagni regolano poi Cisterna, Grottazzolina e Milano senza concedere alcun set. Appena uno quello concesso a Praga nel match inaugurale di Champions League. Una reazione da big al (relativo) momento no. Il miglior viatico possibile in vista del Mondiale per club brasiliano. Dove la Sir in versione Sicoma Monini domina per tutta la rassegna iridata, laureandosi campione del Mondo per la terza volta nella storia in altrettante partecipazioni. Rientrata in Italia, altro che sbornia mondiale. Perugia continua a non fare prigionieri, pur al netto di una fisiologica stanchezza. Cisterna in campionato, la Lube in Coppa Italia, e poi ancora Milano, il Guaguas in Champions League. La marcia procede spedita. A suon di vittorie. Diverse tra loro per forma e sostanza, ma sempre vittorie. Piene. Pesanti.
La svolta Contro Modena lo scorso 11 gennaio e poi tre giorni dopo a Cuneo, arriva l’accelerata in classifica. Un potenziale momento spartiacque nella sfida nella sfida contro l’Itas in ottica primo posto. Al PalaBarton Energy, la Sir supera 3-1 gli emiliani. Contestualmente, Trento cade in casa contro Verona che agguanta al secondo posto proprio l’avversario di giornata. Perugia stacca la formazione di Mendez andando a +2, in vetta solitaria alla classifica. Il 14 gennaio, i Block Devils passano a Cuneo mentre l’Itas cade a Modena. Il gap si allarga: da +2 a +5. In scia della Sir resta Verona che tuttavia non riesce a ridurre lo svantaggio. Perché? Perché la squadra di Lorenzetti espunga anche il difficile, difficilissimo campo di Civitanova con un autoritario 3-1, in quello che è il nono successo consecutivo in campionato. E con l’agevole successo su Berlino arrivato senza concedere nemmeno un set, Perugia allunga a 18 la striscia di vittorie consecutive in tutte le competizioni.

Strappo finale Domenica 25 gennaio (ore 18) contro Trento, i bianconeri hanno la possibilità di mandare un altro chiaro segnale alla concorrenza. Ed in particolare a Trento. Due mesi fa, il ko maturato alla Bts Arena assomigliava ad un piccolo campanello d’allarme, per una Sir che avrebbe rischiato di dover inseguire una Trento che sembrava lanciata. Sessanta giorni più tardi, Perugia è la lepre. Il traguardo è ancora lontano. Ma staccare ulteriormente l’Itas in un PalaBarton che è lecito pensare sarà infuocato, significherebbe tanto. Non tutto, ma tanto. In ottica stagione regolare ma non solo. Perché l’eco di certe partite e di certi risultati risuona anche a settimane di distanza…
