Mimmo, leader storico Ultrà Armata

Durante le ricorrenze che in questi giorni ricordano la tragica scomparsa del più grifone tra i grifoni, Renato Curi, è ritornato il quesito ‘maglia si maglia no’ per la squadra del Perugia.

MIMMO, IL VIDEO

In memoria di Renato Curi Quel numero 8 è ancora conteso. Continua a fare discutere. Tiene accesi gli animi, le riflessioni i ricordi dei perugini. E’ un modo anche questo per continuare a parlare di Renato Curi. E non manca occasione per farlo. Anche se quelle appena trascorse sono a cavallo della data di quella piovosa e triste giornata che vide sparire il campione e richiamano, in maniera ancora più forte, l’attenzione dei tifosi, degli ultrà e dei sostenitori del Grifo. E’ accaduto in diverse trasmissioni televisive. Accade nei bar della città. Ed è accaduto ieri sera, a Lidarno, durante una serata dedicata al campione Renato Curi, che ha visto presenti la figlia, diversi volti noti del mondo ultrà del grifo, tra cui il leader storico Mimmo, e anche giornalisti come Mario Mariano, decano di tutti i giornalisti sportivi di Perugia che, in occasione dei 40 anni di carriera, ha ritirato il premio Renato Curi. Un premio è andato anche a Ettore Bertolini per il sito TifoGrifo e a Claudio Mariani per le trasmissioni televisive vicine al mondo dei tifosi del Grifo.

La maglia non si tocca «Non si può fare», ha detto Mimmo, leader del gruppo degli ultrà dell’Armata, a proposito delle ipotesi avanzate di ritirare la maglia numero 8 che fu di Renato Curi e che «è giusto non sia più di nessun altro», secondo il parere di alcuni. «No», dice Mimmo che aggiunge: «Questo è un mio modesto punto di vista». E si capisce bene quanto conta invece «quel modesto punto di vista». Tenuto conto che una scelta di questo tipo non potrebbe mai passare se non benedetta dai tifosi del Grifo. E tra questi Mimmo è la voce storica. Insomma chi conosce le dinamiche sa che è difficile ora che si possa riaprire questo capitolo. La stessa Sabrina, figlia di Curi, aperta ad ogni ipotesi, dopo avere ascoltato Mimmo ha annuito, come ad accettare la decisione ed anche a condividerla. Poi l’ha abbracciato ed entrambi erano travolti dalla commozione. Mimmo però non ha rinunciato di spiegarne i motivi, chi più di lui tiene alla memoria di Renato Curi, visto che lui c’era quel giorno, allo stesso posto in cui è oggi. Su quella balaustra che è la sua vita. A ideare, intonare, trasmettere e rilanciare quel coro che fa scorrere i brividi ‘Lode a te Renato Curi…’. «Quel numero 8 – ha spiegato – deve continuare ad essere di insegnamento. Voglio vederlo indossato dai bambini delle scuole calcio del Perugia. E chiunque lo indosserà conosce la responsabilità che ha. Sa quello che significa per noi».

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