di Mario Mariano
La scossa che verrà, che dovrà venire in laguna tra poco poco più di una settimana, un tempo più ragionevole per Nesta per invertire la rotta, perché al Castellani è stata la musica di sempre. Ma va anche detto che la capolista si è rilassata solo per una manciata di secondi, in avvio, quando Di Carmine ha sfruttato la percussione di Cerri e si è avventato sul pallone dopo il tiro di Pajac respinto da Terracciano. Per la verità, oltre quello iniziale, ci sono stati pochissimi altri lampi e guarda caso opera di quel tandem d’attacco è doveroso puntare per andare avanti nei play off.
Cerri è Di Carmine come nella gestione Breda, perché al di là di una concentrazione maggiore nel primo tempo, grazie a una reattività importante, tanto che la squadra di casa ha dovuto impegnarsi a fondo per pareggiare il conto, poco altro si è visto. Difesa con le consuete vertigini dopo aver stretto i denti e dopo gli straordinari di Leali, ma poi le solite amnesie, i soliti affanni. Ripresa se possibile decisamente peggiore, con l’Empoli affamato di gloria, carico, quei fuochi di artificio non potevano festeggiare una prestazione sottotono, magari un pareggio che accontentasse tutti. No,l’Empoli non era minimamente interessato al fatto che Nesta aveva suonato la carica, che si agitava nell’area tecnica come mai aveva fatto in campo, Andreazzoli voleva il successo pieno e non si affannava, ben sapendo che i suoi non si sarebbe rilassati un attimo.
Al netto del palo colpito da Di Carmine e di un paio di iniziative di Pajac, l’Empoli ha scherzato, ha fatto il torello in ogni zona del campo, ribadendo i 25 punti di differenza tra le due squadre. Rubinacci ha molto confabulato con Nesta, ma le strategie della panchina non sono arrivate perché erano state già provate in precedenza, con i risultati che si conoscono. Aver centrato l’ottavo posto è stato il massimo risultato possibile e quello va apprezzato. Da qui al 27 maggio più della tattica può migliorare la condizione fisica, può crescere l’autostima e l’inserimento di Diamanti tenuto a riposo perché diffidato e dunque a rischio di squalifica. Il Venezia non è neppure lontano parente dell’Empoli che alla vigilia Nesta ha desiderato battere per alzare la fiducia generale. Non è stato così, ma nulla è perduto, tentare non nuoce, anzi essere entrati nel mini torneo finale da Cenerentola può alla fine rappresentare un vantaggio di natura psicologica.
VIDEO – L’ANALISI DI MARIANO E SBORZACCHI
Leali: Reattivo, si oppone con tempismo e colpo di reni alle conclusioni di Donnarumma e Caputo, capitolando su tiri sui quali nulla può. Distratto nei rinvii spediti in zone laterali a velocità siderale. Voto: 6.5
Volta: Meno ansioso, efficace nella fase iniziale, ma gli scambi in area lo frastornano e sui due gol non è impeccabile. Troppo poco la spinta nei minuti finali. Voto: 6–
Belmonte: Nesta non è stato ascoltato, o forse sì, perché non è facile contenere una squadra che gioca un calcio spumeggiante e ha solo voglia di festeggiare a champagne. Voto: 5.5
Magnani: Anche lui fa quello che un buon difensore riesce a mettere insieme quando l’avversario ti costringe alle corde. Alla fine la smagliatura ci scappa, la tattica del fuorigioco è valida a patto che non sia la sola arma a disposizione, perché basta una volta che un difensore perde la concentrazione… Voto: 5.5
Zanon: Meglio dell’ultima volta, questa è già una notizia, sempre didascalico, ma più concentrato. Mancando Mustacchio era giusto concedergli un’altra chance. Voto: 6– (33′ st Terrani: con lui ci vorrebbero due palloni e si capisce che vorrebbe dribblare anche l’erba. Voto: ng)
Colombatto: Decisamente in crescendo, sui due fronti, se verticalizza è capace di iniziative interessanti. Tra i pochi in qualche evidenza. Voto: 6+
Bianco: Vistoso calo alla distanza, giustificato dal rientro dopo l’infortunio. Primo tempo di personalità .Voto: 6 (38′ st Kouan: la solita irruenza, la solita voglia di strafare. Voto: ng)
Pajac: Il tiratore scelto della squadra, più di Di Carmine e Cerri messi insieme. Può essere l’uomo su cui puntare per i playoff, oltre ai già noti frombolieri. Voto: 6.5
Buonaiuto: Qualche sortita e una conclusione interessante non giustificano una prestazione al rallenty. Dovrebbe sgommare e sgomitare, ma è poco ispirato e fuori tempo nel sostenere centrocampo e attacco. Voto: 5+ (89′ st Gustafson: atto di presenza e meno reattività in area di rigore. Voto: ng)
Cerri: Rafforza, se possibile, l’idea che l’esito dei playoff all’80% è nei suoi lanci per Di Carmine, nella sua forza fisica nell’aprire spazi. Voto: 6+
Di Carmine: Due conclusioni e i gol potevano essere due. Palloni da giocare arrivano con il contagocce, ma è sempre in agguato. Voto: 6.5
Nesta: Le mani nei capelli se le mette costantemente, a prescindere dalla partita. L’ottimismo dell’arrivo non corrisponde alla prestazione, ma lui pochissimo c’entra perché i miracoli nel calcio sono merce rara. Piuttosto adesso ha una settimana di tempo per capire i punti deboli del Venezia, che è avversario abbordabile, non fosse altro che ha vissuto una stagione sull’entusiasmo, da neopromossa. Il voto non può essere che di incoraggiamento a guardare avanti con moderato ottimismo. Voto: 6

Leali non merita la sufficienza. Insicuro in occasione della mancata presa in uscita, ha consegnato il pallone alla punta toscana, che, per fortuna del Grifo, ha sparato alto. Responsabile, insieme con Volta, sul gol di Pasqual. Spesso avventato nelle uscite, che, in più di un’occasione, hanno permesso agli avversari di segnare o di andarci vicino. Appare evidente come i difensori non giochino con la dovuta tranquillità. Impreciso anche negli appoggi e nei rinvii. Tutta la difesa è apparsa lenta e impacciata, spesso in difficoltà sulle palle alte. Troppi i gol di testa presi in queste ultime gare. Sembrano avere pesi legati alle caviglie, saltano tutti più in alto dei nostri difensori.