Massimiliano Santopadre, presidente del Perugia

di Barbara Isidori

È un Massimiliano Santopadre scatenato quello che interviene a Umbria Tv per parlare del passato, del presente e del futuro del Grifo. Con la solita grinta e l’appeal che da sempre lo contraddistinguono il patron biancorosso è pronto a ripartire più determinato che mai e stavolta lo dichiara senza mezzi termini. Perché il ricordo dei playoff persi contro il Pescara è meno forte e perché la prima pietra è stata gettata con la firma di Pierpaolo Bisoli come nuovo allenatore della truppa perugina. «Purtroppo questa stagione doveva andare così. Resta un’amrezza enorme per come è finita» ha detto il presidente perugino «Abbiamo però imparato tanto in termini di esperienza e l’ho fatto soprattutto io che affronterò così meglio il mio quinto anno alla guida del Grifo. Sconfitto? Non mi ci sento. Penso più di essere in futuro vincitore».

Passato Quello che è stato per il Perugia si chiama Andrea Camplone. L’allenatore che ha riportato la squadra in serie B ma con il quale è tutto finito. E Santopadre ci torna sopra e spiega ancora il perché di questa decisione. A mente più fredda di quando lo aveva comunicato subito dopo la sconfitta. «Con lui era finito un ciclo così come erano terminati gli stimoli per proseguire insieme. Non c’è stata rottura per problemi interni o incomprensioni. Anzi. Quando a febbraio, visti gli scarsi risultati, ho iniziato a guardarmi intorno per un suo sostituto ho trovato Goretti nei nostri uffici con le lacrime agli occhi. Abbiamo vissuto tutto sempre uniti e siamo andati avanti così. Poi, è chiaro, non è stato tutto rose e fiori come in tutte le cose ma sono contento di averlo portato. Perché è stata una mia scelta contestatissima che invece ha dato i suoi frutti».

Presente Qualche mugugno da parte della tifoseria c’è stato nei confronti del dicesse Roberto Goretti per una sua uscita, poco felice, sul pubblico. Contestazioni da parte dei tifosi e poi le scuse ufficiali del dirigente perugino. Crisi non rientrata ma il presidente minimizza e conferma piena fiducia al suo braccio destro. «Non credo che abbia detto frasi così fortemente offensive e per me la storia deve finire ufficialmente qui. Goretti è e sarà il nostro direttore sportivo perché sta facendo molto bene e lui ha la mia fiducia incondizionata. Voglio che lavori in pace perché sta facendo molto bene ed i suoi risultati sono sotto gli occhi di tutti». E poi la domanda d’obbligo cade sulla vicende delle scommesse illecite che ha visto coinvolto lo stesso Goretti. «Come avevo già detto io non sono un giudice o un avvocato ma difendo Goretti fin quando non ci sarà la certezza di quello che ha fatto. Devo tutelare l’uomo e la persona. Quando sarà fatta chiarezza vedremo il da farsi».

Nuovo tecnico La notizia più ghiotta degli ultimi giorni è stata la scelta di Bisoli per la panchina biancorossa. Perché proprio lui? «Venerdì mattina ci siamo visti alle 11 e alle 19 abbiamo firmato il contratto. Abbiamo parlato e mi ha affascinato il suo modo di vedere il calcio e la sua grande grinta. Ho rivisto lo stesso sangue agli occhi che aveva Camplone tre anni fa. E per questo ho scelto l’uomo».  Accordo totale che ha fatto nascere un biennale con opzione per il terzo anno. «Abbiamo deciso di ripartire con lui e dare vita ad un progetto importante che resta quello della serie A. Ci siamo trovati anche in linea su quello che è l’ordinamento societario e quella che deve essere l’armonia tra tutte le componenti, presidente, diesse e allenatore. Il mister è un dipendente del direttore sportivo e deve esserci sempre un confronto aperto e leale». E sul modulo: «Non mi importa come gioca o quale schieramento utilizza. Questa è una leggenda che io imponga un modo di giocare. Io voglio una squadra che vince e basta».

Regole Da buon presidente, Santopadre ha dato subito dei diktat precisi al novello allenatore. «Il mister deve restare muto, isolarsi e parlare il meno possibile. I social ed i mezzi di comunicazione, infatti, danno visibilità ma possono creare anche problemi perché tirano fuori cose che, estrapolate dal giusto contesto, scatenano una tempesta. Ogni parola detta in più per me diventa di difficile gestione, vedi il caso Goretti, e scompiglia tutto l’ambiente» ha proseguito.

Mercato Scelto il tecnico adesso ci sarà da metter mano alla squadra guardando quello che c’è in casa e chi da fuori potrà fare al caso della causa perugina. «Partiremo dallo stesso budget dell’anno scorso. Farò una ricapitalizzazione personale e poi spero che, attraverso abbonamenti e sponsorizzazioni, si possano fare investimenti importanti. Il Perugia è in continua evoluzione e stiamo ristrutturando anche la sede e tutte le infrastrutture per essere al meglio. Per quanto riguarda il mercato sarà in linea con il nostro pensiero. Giovani e ragazzi adatti alla serie B. Bisoli? Mi ha chiesto una rosa per puntare i playoff non certo la luna».

Conferme Il Perugia ha giocatori di proprietà e si potrebbe pensare alle loro riconferme per ripartire. «Il mister mi ha chiesto di poterli vedere tutti in ritiro. Tutto dipenderà da come evolve il mercato. Nomi? Bisoli mi ha chiesto il difensore Volta e ci stiamo azionando. Per il resto non c’è altro di nuovo. Lanzafame piace molto al nuovo mister così come Ardemagni che faremo di tutto per tenere. Fabinho è nostro ma ha molte richieste e potremmo cederlo solo per una contropartita importante. A Bisoli sono graditi anche Fazzi e Parigini. Per il primo abbiamo un incontro con Pradé per la prossima settimana e ci stiamo muovendo anche con Petrachi per l’altro ragazzo. Giacomazzi invece smetterà di giocare mentre il nostro capitano Comotto resterà e lo farà da giocatore, altrimenti per lui ci sarà un futuro da dirigente. Parleremo anche con Koprivec ed Amelia che vogliono rassicurazioni sul futuro da titolare. Non ne possiamo dare e probabilmente se ne andranno. Dobbiamo cambiare alcune cose anche perché Bisoli gioca senza regista e con giocatori dalle caratteristiche diverse dai nostri».

Taddei Uno snodo importante nel futuro biancorosso è senza dubbio il giocatore brasiliano. Arrivato per fare la differenza si è trovato in panchina senza apportare nulla al Grifo. Una questione da sciogliere visto che Taddei ha ancora due anni di contratto. «Il giocatore può sembrare un’operazione sbagliata anche se pensavamo che potesse dare di più. È partito carico a mille e nelle prime giornate ha fatto bene. Poi l’espulsione di La Spezia, qualche partita negativa e il rigore sbagliato contro l’Avellino lo hanno distrutto psicologicamente» ha commentato Santopadre «Al suo posto è emerso Fossati e non ha più reagito. Ci incontreremo in questi giorni con il suo procuratore Lucci per vagliare tutte le ipotesi. Le strade sono tutte aperte perché potrebbe restare o andare via. Taddei è stato ed è un investimento importante e troveremo la miglior soluzione possibile».

Ritiro La stagione è ripartita e già si parla di abbonamenti e ritiri. «Partiremo con la prelazione per gli abbonati il 22 giugno con gli stessi costi dello scorso anno, ritoccando verso il basso la gradinata. Per quanto riguarda il ritiro andremo a Sarnano, nelle Marche, dal 10 luglio. Abbiamo scelto questo posto per permettere ai nostri tifosi di venirci a trovare. Lo scorso anno siamo stati a Temù, posto splendido, ma troppo lontani da casa» ha concluso il presidente. Tutto pronto dunque. La stagione biancorossa è ufficialmente ripartita.