di Daniele Cibruscola
Arriva da L’Aquila, dove ha già totalizzato 1451 minuti (17 presenze) in questa stagione. Può giocare mezzala o centrocampista centrale nel 4-3-3 di Camplone. E con la serie B, allora raggiunta, poi brutalmente strappatagli via, ha un conto in sospeso. Che vuol saldare. «Quando giocavo nella Salernitana. Mi è stato tolto qualcosa che voglio riprendermi».
Carcione tuttofare La seconda serie nazionale, appunto. Appena quattro presenze con i granata: Imperio Carcione non vede l’ora di rimettere le mani sul maltolto. Il calciatore classe 1982 – secondo acquisto di casa Perugia in questa finestra di mercato: il primo è l’attaccante Henty, il terzo e ultimo per il momento è il portiere Esposito – è stato presentato martedì. Carcione è centrocampista duttile, può coprire tutti i ruoli della mediana. «Negli ultimi due anni ho giocato davanti alla difesa, prima facevo la mezzala. Per quanto mi riguarda non ci saranno problemi di collocazione», ha assicurato. Aggiungendo poi: «So di arrivare in un gruppo importante. E so che il gruppo, con il mister ho già parlato, viene prima di ogni altra cosa». Prima dei singoli, come vuole Camplone.
«Qui per prendermi la serie B» Carcione parla già da vecchio grifone. Usa il plurale. Dice «noi» invece di ‘io’ e ancora «noi» invece di ‘loro’. Anche quando racconta, perché glielo chiedono, la partita tra Perugia e Grosseto. Che lui ha osservato dalla tribuna: «Cosa mi è piaciuto? La voglia di lottare fino alla fine, quando le cose si erano messe male. Quando siamo passati in vatnaggio, invece, mi è piaciuta la gestione, la gestione della palla e della gara». Un passo indietro, al Carcione de L’Aquila che all’andata affrontò i biancorossi. «Il Perugia mi colpì sul serio: non ho mai visto esercitare tanta pressione, non ho mai visto tanto spirito di squadra in terza serie». Un passo al presente e, perché no, pure al futuro: «La classifica? Non bisogna badarci troppo, anche se abbiamo un vantaggio importante, per quanto piccolo, che dobbiamo essere bravi a gestire».
Frosinone unico avversario Per approdare a Perugia all’ex L’Aquila è toccato ridursi l’ingaggio. In questo caso l’utilizzo della prima persona singolare è obbligato, Carcione conferma: «Sì, ho fatto un sacrificio economico per venire a Perugia. Voglio riprendermi ciò che mi è stato tolto a Salerno e qui penso di poterlo fare». In serie B, con la Salernitana, il centrocampista ha giocato appena quattro partite. Poi è andato al Benevento, e la cadetteria non l’ha più rivista. Solo in tv. Punta a vederla da vicino, in prima persona il prossimo anno. Il girone B di Prima divisione è un campionato difficile, gli fanno notare. Lui reagisce di sorriso, nulla più. «Il Frosinone è squadra tosta, tostissima per questa categoria. Il Lecce? Si sta rinforzando parecchio, ma non credo sia tanto forte da arrivare in fondo e giocarsela».
Daffara out, Bijimine in Quello di martedì è stato il secondo allenamento in biancorosso per Carcione. Il primo, leggero, sabato mattina. Stavolta l’ex L’Aquila ha lavorato con tutti i titolari. Ad allenarsi sul centrale dell’antistatico, nel primo giorno di lavoro nella settimana del big-match, c’era anche il portiere Esposito, acquistato dalla Nocerina (l’articolo qui) che ha sfoderato un paio di interventi ‘plastici’ sui malcapitati Mazzeo e Sprocati, nella particella che che come di consueto chiude l’allenamento. E poi c’era Daffara: il terzino è stato ceduto in prestito allo ‘Sport Club Beira Mar’, club di serie B portoghese, e martedì è transitato dalle parti del Curi (rigorosamente, in borghese) per salutare gli ormai ex compagni di squadra. Bijimine, direzione inversa, è tornato a Pian di Massiano: il giocatore è di nuovo a disposizione di Camplone.
Bijimine, aggiornamento: Bijimine, il cui cartellino era di proprietà del Perugia, è stato ceduto a titolo definitivo all’Angers (Ligue2, la serie B francese): lascerà Perugia nelle prossime ore.
