Battistini insieme a squadra e staff è già rientrato a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sul prato verde è il momento del dolore. Come Renato Curi nel 1977 Piermario Morosini 34 anni dopo muore in campo colpito da un infarto. Pescara-Livorno come Perugia-Juventus. Molto è cambiato intorno al rettangolo di gioco, nulla se si guardano le immagini di Pescara: gli stessi gesti, lo stesso dolore, le stesse urla, la stessa paura. L’inspiegabilità di una morte improvvisa che arriva in un momento di festa spazzando via i sogni dal prato è la stessa. Renato Curi aveva 24 anni, Piermario Morosini appena uno di più. Tutti i campionati si fermano in segno di lutto e rispetto, muti di fronte all’inspiegabile.

IL RICORDO DI NOVELLINO E DELLA FIGLIA DI RENATO CURI

Grifoni di rientro a Perugia La notizia della morte di Morosini è piombata sul pullman biancorosso alle 16.50 di sabato vicino Fossombrone. Squadra, tecnico e staff hanno invertito la rotta per tornare a Perugia mentre la gara con il Fano verrà recuperata il 25 aprile alle 15. Le altre partite in calendario non subiranno alcuna variazione. Cambia però il programma di lavoro dei grifoni che si alleneranno domenica mattina al Curi, lunedì pomeriggio e poi martedì mattina rifinitura prima della partenza per Celano dove si giocherà mercoledì alle 15.

Il programma di Battistini Quando ancora la tragedia non era neppure lontanamente immaginabile, ovvero sabato poco prima di pranzo, il tecnico del Perugia Pier Francesco Battistini aveva tracciato il percorso che porta alla promozione. Un programma semplice: tre partite, sette giorni e nove punti: «Se riusciamo a farli, ci sono grosse possibilità di promozione». Saltata così la prima partita di Fano, molto attesa dalla tifoseria biancorossa che avrebbe raggiunto in almeno un migliaio di unità la cittadina sul litorale marchigiano, ora Battistini vuole fare filotto con Celano e L’Aquila. La buona notizia in una giornata tristissima arriva da Tozzi Borsoi che ha recuperato dall’infortunio. L’ex rossoverde si aggregherà lunedì mattina ai compagni la cui concentrazione, come spiega il tecnico, deve essere massima: «In una settimana – dice Battistini – concentreremo il lavoro di molti mesi

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