di Barbara Isidori

Tre anni alla guida del Grifo e tantissime le soddisfazioni. La storia d’amore però tra Andrea Camplone e il Perugia, come annunciato anche dal presidente Massimiliano Santopadre, termina qui. All’indomani della delusione più cocente con il sogno della serie A infranto troppo presto, in quella maledetta gara contro il Pescara. Si è concluso un ciclo, bellissimo e costellato da traguardi importanti, frizioni, amarezze. Una cavalcata che ha portato il Grifo fino alla serie B e pochi passi dalla massima serie. Al tecnico resteranno ricordi indelebili ma sopratutto il fatto di avere i numeri dalla sua parte che lo rendono un mister vincente e uno di quello che ha scritto pagine importanti della storia biancorossa. Ringrazio tutti i tifosi che mi hanno sostenuto e tutta la città di Perugia – ha detto Camplone dopo la riunione con Santopadre che ha sancito il divorzio tra le parti. Sono stati tre anni bellissimi e che mi porterò sempre nel cuore. Ne avevo già passati 4 da calciatore in biancorosso e per me Perugia resterà sempre la mia seconda città. Sono emozionato perché lasciare non è mai facile e tanto più lo è in questa situazione. Sono cresciuto come allenatore con Il Perugia e gli obiettivi raggiunti sono stati tanti».

Società Con il presidente Santopadre il rapporto non sempre è stato idilliaco nonostante il rispetto reciproco. Qualche intrusione a livello tattico e gestionale contro un lavoro che ha portato frutti invece importanti. Inevitabile dunque che le strade si siano separate. «Con il presidente ci siamo abbracciati e salutati con affetto. La scelta di lasciare è stata inevitabile. Ci siamo confrontati molto ma su certi aspetti non abbiamo trovato un accordo. Era dunque impossibile continuare insieme. Abbiamo passato momenti difficili come quella settimana di febbraio nella quale sembravo esonerato, di cui però non abbiamo parlato, ma anche molto belli ed intensi». E in caso di serie A sarebbe rimasto sulla panchina perugina? «Non lo so» ha detto «Molto probabilmente avrei messo dei paletti per non interferirci a vicenda».

Ricordi Le separazioni fanno sempre male ma lasciano anche nel cuore momenti incancellabili. Sia nel bene che nel male. «Martedì me la ricorderò sempre come la delusione più grande. Un episodio doloroso che non sarà facile da superare come lo è stato quello della semifinale playoff contro il Pisa. Lo scorso anno abbiamo raccolto le soddisfazioni più grandi riportando il Perugia in serie B e aggiudicandoci la Supercoppa. E di cose che non mi dimenticherò mai c’è sicuramente il 4 maggio, giorno della promozione, e il lunghissimo applauso che ci ha riservato la curva neon dopo la sconfitta contro il Pescara. Ho capito che avevamo comunque fatto un bel campionato e che qualcosa a tutti avevamo lasciato. Spero, nonostante tutto, di poter essere ricordato con affetto».

Domani Chiuso il capitolo Perugia per Camplone si apriranno sicuramente nuove porte e nuove opportunità. Cosa farà nel suo futuro? «Per il momento mi prendo una bella vacanza alle Maldive con la mia famiglia e poi vedremo. Di offerte non ne ho, almeno per il momento», ha concluso. Ciao mister Camplone, resterai sempre nella storia del Grifo.

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