Il responsabile area tecnica dei grifoni, Roberto Goretti

di Barbara Isidori

È una settimana importante per il Perugia in vista della prossima gara esterna contro l’Avellino, squadra tosta ed arcigna che veleggia nelle zone alte della classifica. E per la formazione biancorossa si preannuncia una vera e propria battaglia che occorrerà affrontare con le armi giuste. Perché, a questo punto della stagione, servono punti conquistati anche lontano dal Curi. E a parlare di questo è il diesse Roberto Goretti visto che lo score del Grifo fuori casa è davvero deludente con appena 12 punti nel carniere. «Siamo ad un momento del campionato che può dirci tante cose e le prossime partite saranno determinati» ha detto il dirigente perugino «La classifica è interlocutoria e questo può essere un bene. Fino a qualche settimana fa vedevamo i play-out mentre ora siamo ad un passo dai play-off. E non ci nascondiamo. Sono quelli il nostro obiettivo».

Cosa fare Per continuare però a guardare avanti con entusiasmo serve che la squadra inverta immediatamente la rotta e che inizia, finalmente, a raccogliere anche lontano dalle mura amiche. «In tre partite in trasferta due e mezzo le abbiamo giocate senza la voglia vera di ribaltare il risultato. È così non va bene. Realisticamente potremo agganciare il nostro treno degli spareggi arrivando settimi ed ottavi, il che significherebbe, giocare con una gara senza fuori casa. E andarci come abbiamo giocato fino ad adesso non avrebbe senso. Ci servirebbe solo a prolungare il campionato di una giornata».

Primo step: Partenio Ecco allora che la gara di gara per il Perugia dovrà rappresntare una svolta nel l’andamento esterno della squadra. Finiti gli appelli. Bisognerà vincere e basta. «Contro l’Avellino sarà una partita fondamentale che dovremo giocare in maniera diversa da come abbiamo fatto finora. Perché se andremo a fare la nostra solita partita, come abbiamo fatto a Frosinone, l’andamento ed il risultato saranno scontati. Il Perugia giochicchierá bene a tratti e riporterà a casa zero punti. Gli irpini sono una squadra solida, concreta e che lotta su ogni pallone. Ecco, io mi aspetto un Perugia ancora più cattivo dei padroni di casa per vincere. Perché solo così potremo pensare seriamente ai play-off». E poi insiste ancora:«Lontano dal Curi ci aspettano tutti e i ragazzi dovranno mettersi bene in mente questi giorni che andare al Partenio non sarà come andare al Morlacchi. Con delicatezza e bellezza non risolveremo nulla. Bisognerá avere la consapevolezza delle difficoltà che ci attendono e saperle affrontare».

Nuova mentalità Quello che invoca il diesse Goretti dunque è una netta inversione di tendenza. Serve una squadra più detrminata per portare a termine un importante obiettivo stagionale. «Urge un nuovo atteggiamento mentale sia nel singolo che a livello di gruppo. Fuori casa il Perugia non può subire sempre e comunque. Voglio che stavolta contro l’Avellino per noi sia la partita della vita e non un match qualsiasi. Perché adesso non è fondametale giocare bene ma portare acqua alla classifica in qualsiasi modo. In serie B funziona così. Non vince chi è più bello ma chi è più cattivo e furbo. La squadra deve essere brava ad adeguarsi agli avversari e a tutti quello che può succedere in 90 e più minuti senza lasciarsi abbattere».

Banditi i cali Un altro aspetto preoccupante per quanto riguarda la formazione dei grifoni è la caduta dell’attenzione alla fine della gara. Ed emblematico in questo senso è il finale della partita di sabato scorso contro la Pro Vercelli. Perugia in vantaggio 3-0 e che si è fatto rimontare fino a rischiare la beffa. «Ormai combattiamo con questi fantasmi da tre anni. È il nostro tallone d’Achille che dobbiamo migliorare acquisendo tutti una maturità diversa. Spero che non succeda sabato perché la società vuole una squadra che lotti in ogni attimo come un leone. Le nostre intenzioni sono serie e non possiamo permetterci di vanificarle per questo».

Sguardo ai nuovi L’aspetto che lo riguarda più da vicino è senza dubbio l’arrivo degli innesti di gennaio a che stanno dando grande prova di se. «Faraoni non stava bene quando è arrivato ma sta dimostrando di avere grandi qualità. Hegazy deve migliorare sotto il profilo dell’attenzione che è la cosa principale quando non si gioca da tempo. Bene anche gli altri ma se ci avremo visto giusto sarà solo il campo a dirlo».

Campionato Uno sguardo anche alla stagione in generale con il Carpi che domina in lungo e in largo. «Ad inizio anno me lo immaginavo diverso e sicuramente con squadre diverse ai vertici della classifica rispetto a Carpi, Vicenza è Frosinone. Complimenti comunque perché sono stati bravissimi ad arrivarci» ha concluso Goretti.

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