Il tecnico del Perugia Battistini non fa drammi

di Daniele Bovi

Il paradosso del Perugia in serie D sta tutto nel ritiro deciso dalla società dopo le due ultime prestazioni contro Sansepolcro e Scandicci. Un ritiro che arriva nonostante la matematica, imparziale per natura, dica questo: primo posto, 43 punti realizzati su 57 disponibili, miglior difesa del campionato con 12 gol subiti, 27 realizzati, +6 di media inglese, un ruolino di marcia che per quanto riguarda le partite in trasferta è da record e un quarto di Coppa Italia da giocare giovedì prossimo contro il Chioggia. Chiunque ci avrebbe messo la firma, specialmente dopo il terremoto sportivo generato da Leonardo Covarelli, che non ha lasciato al Curi neanche le divise e i palloni. Ora, invece, sono ricomparse pure le lavagnette dove disquisire di 4-4-2 o 4-3-3. Un lusso.

Ritiro preventivo Epperò, come ha fatto notare lo stesso Damaschi durante la tradizionale conferenza stampa del martedì, il Perugia è il Perugia e deve vincere sempre e comunque perché l’obiettivo è tornare subito tra i professionisti e sbagliare quindi non si può. Niente. Nonostante tutti i numeri sopraelencati dunque da domani sera si va in ritiro a Bettona: «I numeri – spiega Damaschi – sono importanti e ci danno ragione ma nelle ultime due prestazioni abbiamo colto un campanello d’allarme». Niente di grave secondo il presidente. Il ritiro non è punitivo, alla Gaucci, ma preventivo, alla Damaschi: «L’obiettivo è stare insieme, ritrovare la concentrazione e ricompattarci».

Il passo giusto Fatto sta però che la prestazione di domenica non è minimamente piaciuta a Damaschi, il cui disappunto è testimoniato dall’abbandono della tribuna al 38′ del primo tempo: «Non sono particolarmente arrabbiato con nessuno – dice Damaschi -: il fatto è che siamo appannati, ma non possiamo restare appannati per molto perché qui occorre ritrovare il passo sufficiente per fare risultato».

Battistini non fa drammi Drammi non ne fa neanche il tecnico Battistini, oggetto degli strali di Franco Fedeli, il socio di Damaschi che non ha mai digerito il tecnico romano: «Se chiacchierano altre persone – risponde Battistini significativamente circondato da presidente e vicepresidente – non me ne frega niente. Siamo primi e andiamo in ritiro dopo quattro vittorie e un pareggio, è vero, ma questo fa parte dell’essere a Perugia. Sbagliare poco da queste parti è una necessità e dopo tanti errori ci può stare di tirare le fila. E’ un ritiro non punitivo e io non ci vedo nulla di drammatico».

L’atteggiamento mentale Uno dei vantaggi del ritiro bettonese sarà innanzitutto quello di potersi allenare per molti giorni di fila: «Una cosa – dice il mister – che non accadeva da molte settimane visti i tanti impegni ravvicinati. Cercheremo di ritrovare il giusto smalto contro un Deruta che è in gran forma e che arriva da molti risultati utili consecutivi». L’analisi di Battistini sulle ultime due prestazioni si concentra specialmente sull’atteggiamento mentale tenuto dai suoi: «Atteggiamento – argomenta – che non è stato soddisfacente. Per quanto riguarda l’assetto tattico quello di domenica sarebbe stato pure giusto se però la mentalità fosse stata quella adeguata: abbiamo preso un gol che non si deve prendere, abbiamo fallito molte occasioni e un rigore. E poi non mi è piaciuto il disordine tattico del secondo tempo. Questo significa che non eravamo cattivi abbastanza».

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