Cristian Bucchi, ormai ex allenatore del Perugia (foto F.Troccoli)

di G.N.

Finalmente arriva l’abbondanza in casa biancorossa. Alla vigilia del match di sabato con il Cittadella, il tecnico Cristian Bucchi ha ammesso  di avere l’imbarazzo della scelta viste le tante alternative: «Ora che stiamo recuperando tutti,  ho tante opzioni di lusso. Pensare di poter affrontare 42 partite con 13 o 14 giocatori per me  è sbagliato.  Qualcuno sarà penalizzato tecnicamente,  ma cercherò di valorizzarli  sempre».

Panchina preziosa «Acampora è un giocatore  importante – ha proseguito l’allenatore del Grifo –  Ricci  merita fiducia non solo a parole. Cambiare sempre però neanche va bene perché ci vuole equilibrio. Nelle partite in corsa anche Zebli quando è rimasto fuori ha dato il suo contributo entrando in campo. Non vado a stravolgere,  si cerca di dare continuità,  ma sapendo che chi chiamerò in causa sarà ugualmente pronto».

L’avversario «Il Cittadella ha il miglior attacco – ha spiegato l’ex maceratese –  e  ha vinto tutte le  trasferte  fini qui disputate. Immagino che ora vorranno consolidare il bottino. Dobbiamo essere bravi a capire chi abbiamo di fronte, cioè una squadra aggressiva che si conosce molto bene con l’intelaiatura dello scorso campionato, con una difesa solida e un buon palleggio».

Coraggio e personalità Bucchi però è fermamente convinto delle prerogative della sua squadra: «Noi non abbiamo paura. Il nostro percorso di crescita passa da queste tappe difficili, e il campionato equilibrato vuol dire sempre affrontare queste  difficoltà.  Dobbiamo essere bravi a capire chi abbiamo di fronte. Noi possiamo essere forti solo attraverso l’umiltà».

Modulo C’è spazio anche per un riferimento al modulo condizionato dal mancato arrivo in estate di Rodrigo Aguirre: «Ripartiamo sempre dallo stato d’animo post Entella per fame di vittorie. Eravamo convinti di poter prendere Aguirre in precampionato per questo siamo partiti con il 4-2-3-1, poi ho cercato di adattare le mie idee alla squadra costruita dal mercato effettuato e così siamo giunti all’attuale 4-3-3. Non si può dire oggi se potremmo essere il Crotone o il Carpi di questo campionato. Per ora sta crescendo il  volume di squadra insieme ai singoli».

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