Santopadre e Moneti sono i nuovi proprietari del Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Forza Peruggia». Qualche anno dopo l’avventura dei fratelli Silvestrini sulla tolda di comando della società di calcio più importante dell’Umbria si torna a parlare romano. L’era di Roberto Damaschi al timone del Perugia è infatti terminata: dopo una riunione dei soci che si è tenuta giovedì mattina a Pian di Massiano Roberto Damaschi e gli altri sodali umbri, riuniti nella Fortebraccio srl che detiene il 55,02% delle quote della società, hanno ceduto l’intero pacchetto a Massimiliano Santopadre e Gianni Moneti per una cifra che non dovrebbe allontanarsi molto dai 500 mila euro. Nei prossimi giorni, di fronte ad un notaio, la formalizzazione di un accordo sulla parola e che solo all’ora di pranzo sembrava non troppo scontato. Un giovedì assai importante per il Grifo, dentro e fuori dal rettangolo verde.

Un segnale A microfoni aperti i due nuovi proprietari del Perugia spiegano come si sia voluto dare questo segnale proprio nel momento più difficile che la squadra sta attraversando. In realtà la trattativa tra la compagine umbra e quella romana sembra aver avuto un’accelerazione proprio in questi ultimi giorni, tanto da prendere quasi di sorpresa il duo Santopadre-Moneti. A fare da sfondo forse un timore troppo grande: quella che alla lunga la corda che lega i due gruppi si sarebbe spezzata lasciando gli umbri soli a programmare la prossima stagione. «Oggi – spiega a Umbria24 Gianni Moneti – abbiamo sistemato tutte le cose relative al Perugia calcio. Un accordo era stato delineato già nei giorni scorsi ed è stato chiuso tra ieri e oggi quando abbiamo incontrato la squadra e il mister Battistini: non possiamo permetterci di non vincere questo campionato. L’impegno è esoso ma c’è la voglia di far bene».

Chiarezza e solidità La vicenda, spiega uno dei due nuovi proprietari, «era in piedi da troppo tempo. Così facendo abbiamo cercato di togliere tutti gli alibi che ci potevano essere in un momento in cui le cose non stano andando bene. Lo abbiamo fatto proprio in questo momento per testimoniare quanto teniamo a questa società. Cosa dico ai tifosi? Dico che sono loro il terzo socio e che ci metteremo tutto l’impegno. L’eventuale vittoria finale sarà la vittoria di tutti». La vittoria anche e soprattutto di Roberto Damaschi, l’uomo che nell’estate del secondo fallimento in cinque anni ha raccolto le ceneri del Grifo ricreando entusiasmo e portando la società a vincere, impresa che non deve sembrare scontata, un campionato di serie D, una Coppa Italia e a sfiorare lo scudetto di categoria. Quel Damaschi al quale Massimiliano Santopadre si rivolge «con rispetto. Con questa mossa abbiamo cercato di dare chiarezza e solidità» e poi, tutto sommato, le porte non rimangono chiuse. Sebbene Damaschi sia ufficialmente fuori dalla società Santopadre non esclude «che magari a giugno ne riparleremo». Sembra improbabile, ma tant’è.

Il confronto con i tifosi La giornata di giovedì è stata però importante anche dal punto di vista del calcio giocato. La squadra, come deciso mercoledì in serata, è partita nel pomeriggio verso il ritiro di Castiglione della Pescaia dove preparerà la delicata partita contro un Gavorrano in ottima forma. Dopo l’accordo raggiunto tra i soci i nuovi proprietari hanno parlato con la squadra e con il tecnico mentre un chiarimento c’è stato anche tra i giocatori e una delegazione di tifosi che hanno dimostrato, ancora una volta, affetto e vicinanza alla squadra.

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