Bisoli durante la presentazione (foto F.Troccoli)

di Barbara Isidori

Decidere di scegliere Perugia è stato un attimo. Pier Paolo Bisoli non ha avuto tentennamenti nello scegliere la sua nuova panchina. A convincerlo sono stati il Perugia, il presidente e tutto quello che c’è in una piazza importante come quella biancorossa. «Quando mi ha chiamato Santopadre – ha detto giovedì durante la presentazione ufficiale – non ci ho pensato un attimo. Nel calcio si sprecano troppe parole mentre io e il presidente abbiamo capito di pensarla subito alla stessa maniera. Io e lui siamo uguali. Siamo partiti da zero e abbiamo costruito un impero. Lui con la sua azienda ed io arrivando ad allenare in serie A. Abbiamo la stessa voglia di arrivare che ci accomuna. Mi ha convinto il progetto tanto che il fattore economico lo abbiamo sbrigato in pochissimi minuti».

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Il Perugia che sarà Mister Bisoli si presenta in poche parole. Perché tutto quello che sarà si baserà su di un lavoro serio e tantissima applicazione e carattere. «Darò tutto me stesso per questa squadra perché noi siamo il Perugia e saranno gli altri a doversi preoccupare molto di noi. A tutti i ragazzi chiederò sempre il massimo perché si può anche perdere ma bisogna uscire tra gli applausi. Non transigo sul lavoro settimanale del singolo perché non esistono giocatori che non fanno nulla durante la settimana e poi risolvono le partite. Si vince e si perde tutti insieme. E non si perde solo per se stessi ma per tutti, per i compagni, la società e il mister. Sono molto esigente con la squadra come lo sono con me stesso».

SANTOPADRE: «CON LUI VOGLIO TRAGUARDI IMPORTANTI»

Obiettivo Tecnico importante, squadra che si va costruendo e presidente ambizioso. Quale sarà il traguardo da raggiungere quest’anno? «Non si gioca per perdere tanto più per me che trovo dei difetti anche quando si vince. Io lavorerò e basta perché solo con il lavoro si può ottenere qualcosa. Poi vedremo andando avanti. Io ho firmato un contratto di due anni più uno e sono convinto che arriveremo ad un obiettivo importante restando uniti e mettendoci sacrifico e pazienza».

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La sua squadra Per quanto riguarda la filosofia, quella di mister Bisoli è molto chiara: squadra combattiva, che vuol vincere, ma senza tanti fronzoli. «La cosa più importante per me non è l’estetica ma la praticità. Non conta il bel gioco ma contano i risultati e sono quelli che si ricordano e fanno contenta la gente. Io spero che il mio sia un Perugia che piaccia e che renda orgogliosi i nostri tifosi. Voglio una squadra volitiva che può perdere ma che deve uscire tra gli applausi perché più di così non poteva dare. Non voglio giocatori che si sentono appagati o che vengono ad allenarsi come se timbrassero il cartellino . Servirà di più e su questo sarò intransigente».

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Ritiro Intanto si avvicina il ritiro fissato per il 16 luglio. Cosa si aspetta di trovare Bisoli? «Intanto voglio vedere i giocatori di proprietà della società che sono un patrimonio importante. Ovvio che non riempiremo subito tutte le caselle ma aspetteremo, come logico, anche gli affari dell’ultimo minuto. Spero di avere un’ossatura durante il ritiro sulla quale lavorare e che cercheremo di completare. Ho chiesto qualcosa alla società e sono sicuro che faranno di tutto per accontentarmi».

Vincere Bisoli è uno che di promozioni se ne intende avendone già raggiunte diverse nella sua carriera. Cosa serve dunque per tentare il grande salto? «Innanzitutto grande convinzione nei propri mezzi e poi grande preparazione fisica e voglia di emergere. Non serve poi pensare al passato perché bisognerà ripartire tutti insieme piu uniti che mai. Altra cosa fondamentale sarà la continuità e la grande organizzazione difensiva. Perché non si va lontano se non ci si difende con ordine».

Attaccante Per quanto riguarda il capitolo degli avanti si sono fatti sempre tantissimi nomi. «Non ho mai avuto un bomber da 20 gol a stagione. Preferisco che arrivino tutti alla porta raggiungendo lo stesso obiettivo. Per l’impianto di gioco, 4-3-1-2, diventa fondamentale il trequartista perché sarà colui che dovrà dettare i tempi e molte delle azioni. Insieme alla società sceglieremo per il meglio».

Chi resta I nomi più importanti nel Perugia sono quelli di Fabinho, Lanzafame e Taddei. Come li valuta Bisoli? «Lanzafame e Fabinho mi piacerebbe molto poterli allenare perché secondo me non hanno ancora espresso tutte le loro caratteristiche. Taddei è stato un grande giocatore e se resterà giocherà solo se lo merita. Il posto va conquistato con il lavoro e non con il curriculum o la carta di identità».

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