di G.N.
Era tornato a Perugia nel mercato invernale di quasi due anni fà ed il risultato fu subito incoraggiante: gol pesanti e feeling con la curva assicurato. L’anno successivo con Bisoli in panchina era anche diventato l’uomo derby siglando il rigore decisivo della gara d’andata al Liberati prima del bis concesso da Prcic nella sfida di ritorno con i rossoverdi.
Il presente Dopo aver cercato di rimanere a tutti i costi, ottenendo la conferma nella seconda parte dello scorso campionato, Matteo Ardemagni ha esaurito la sua seconda esperienza in maglia biancorossa a 10 anni dal suo primo contatto con l’ambiente perugino della stagione 2006-07. Adesso è uno degli attaccanti dell’Avellino di Toscano dove la concorrenza per un posto da titolare è più che mai agguerrita. Ma domenica pomeriggio sarà la partita di “Arde” che è sicuro di giocare anche se il passato non si dimentica.
Il passato «Quando arrivai la prima volta a Perugia avevo 17 anni, e la gente di Perugia mi aiutò tantissimo – ha spiegato l’attaccante al Corriere dello sport – giocai una dozzina di partite ma mi sentivo importante. Ci sono tornato dopo dieci anni ed è stato ancora più bello, perché mi sentivo maturo, pronto a dare un contributo per arrivare ai playoff che non sono più stati centrati nonostante il mio ottimo bottino personale»
Affari di cuore «Ho la ragazza a Perugia, impossibile esultare al Curi nel caso di una mia segnatura – ha confidato l’ex grifone al Corriere – ma questo non vuol dire che non voglio andare in rete. Anzi cercherò di fare gol con il massimo impegno». A sostenere Ardemagni e la formazione di Toscano saranno presenti al Curi circa 1000 tifosi biancoverdi.
