di Carlo Forciniti
Non sono i sei personaggi in cerca d’autore di pirandelliana memoria. Giannelli e Colaci, Plotnytskyi e Semeniuk, Solé e Russo cercano altro. Qualcosa di più tangibile. Cercano di vincere il terzo Mondiale con la maglia della Sir Perugia che a Belém andrà in versione Sicoma Monini. Un sestetto atipico (manca l’opposto…) a caccia di uno storico tris iridato che farebbe entrare ancora di più la società del patron Sirci tra le elette del volley.
Gli Mvp Nel primo successo Mondiale – quello che non si scorda mai e che ha permesso a Perugia di mettere in bacheca la prima coppa internazionale della propria storia – un ruolo chiave lo ha giocato il solito sospetto: Simone Giannelli. Il fuoriclasse bolzanino è stato nominato Mvp della kermesse svoltasi a Betim, in Brasile. Leader tecnico ed emotivo (al pari di Colaci) di un gruppo capace di imporsi nella finale tutta italiana contro Trento.
Un anno più tardi a Bangalore, India, la scena se l’è presa Oleh Plotnytskyi, già un fattore nell’edizione 2022. Nell’ultimo atto contro l’Itambè Minas, il martello ucraino ha realizzato 13 punti, uno in meno di un incisivo compagno di reparto, Kamil Semeniuk.
La forza del gruppo Fondamentale come sempre il contributo di Colaci in seconda linea. Prezioso quello di Solé. Giannelli ha diretto la squadra da par suo. Da “tifoso” l’apporto di Russo (ottimo nella prima finale Mondiale), fuori causa perché non al meglio fisicamente.
La mano del coach Nella Sir campione del Mondo in India, c’è stata ovviamente l’impronta di coach Lorenzetti, capace di guidare la squadra ad un percorso netto. Quattro vittorie su quattro, dodici set vinti senza perderne neanche uno. Alla faccia di chi crede che la perfezione non esista. A Bangalore ha fatto festa pure Ben Tara, rimasto però in panchina in finale. L’allenatore e l’opposto sperano di bissare il successo di due anni fa. Mentre un sestetto a suo modo anomalo vuole fare tris. Sognare è lecito.
