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Luca Agostinelli

di Alice Sciri

«Mercoledì mattina ho ricevuto la chiamata. Nel giro di un’ora ho comprato il biglietto e il pomeriggio stesso ero già su un aereo diretto in Spagna». È così che inizia l’avventura di Luca Agostinelli, ternano classe 2008, al suo esordio nel Mondiale Sportbike.

Nato a Da Nang (Vietnam), è arrivato a Terni a 10 mesi, adottato da una coppia di poliziotti. Non dimentica però le sue origini, tanto che dall’Europeo del 2023 ha iniziato a gareggiare come vietnamita. «È un paese che ammiro e che ho sempre cercato di rappresentare in ogni mio casco: dai colori che richiamano la bandiera, ai simboli come il drago e la stella». Dopo gli ottimi risultati, il giovane motociclista è stato chiamato dal team MMR per sostituire un pilota infortunato sul circuito di Jerez de la Frontera: «Nonostante non fosse una gara in programma, era un’opportunità che non potevo perdere», racconta a Umbria24.

Sabato 17 ottobre, dopo un problema tecnico alle qualifiche di venerdì, parte in 28esima posizione e raggiunge il gruppo in corsa per il 13esimo posto, non riuscendo però a terminare la gara a causa di una caduta. Domenica in Gara 2, con un ottimo recupero, conquista la 21esima posizione.

Quella di Jerez è stata anche un’occasione per confrontarsi con il concittadino Danilo Petrucci, impegnato nel mondiale Superbike: «Con Danilo siamo amici. Ci alleniamo insieme, abbiamo lo stesso preparatore atletico e quindi ci vediamo praticamente sempre. È un importante punto di riferimento per me. Anche a Jerez mi ha seguito molto, dandomi importanti consigli».

A legare i due piloti ternani anche il numero 9, che accompagna Agostinelli fin dal suo debutto in PreMoto3: «Ho iniziato a correre con l’8, per poi passare al 19, giorno di nascita di papà. Per un problema con la federazione, mi è stato infine assegnato il 9 e poiché mi ha portato fortuna, continuo a gareggiare con questo numero». Quasi una consegna di testimone tra i due motociclisti ternani, un rapporto di amicizia e stima reciproca che va al di là del paddock.

Accanto a Petrucci, fondamentale nel suo percorso, il sostegno dello sponsor Enzio Di Matteo (tramite la sua azienda Lenergia Spa) e del preparatore atletico Marco Baglioni, ma è stato l’incontro nel 2020 con l’allenatore Luca Fabrizio a valorizzare il talento del giovane atleta: «Lui è riuscito a far emergere un gran potenziale, ho fatto una bella stagione e ho iniziato a credere più in me stesso: quello è stato l’anno in cui mi sono detto che potevo arrivare lontano».

È stato però il papà Gianluca a trasmettergli la passione per le corse: «Sono arrivato in Italia che mio padre già andava in moto, sono cresciuto sulle piste. Ho iniziato a guardare la MotoGP nel 2013, tra l’altro l’anno in cui è arrivato Marc Màrquez, il mio idolo: lo imitavo, immaginavo di essere lui e quando andavo in bicicletta riproducevo i circuiti in cui correva». A 8 anni Gianluca gli regala una moto da enduro: «Ho iniziato con mio padre sulle montagne di Macerino. Mi divertivo tantissimo. Poi i suoi amici mi hanno regalato una minimoto Polini, anche se la prima volta in pista non mi ha convinto: preferivo fare enduro con papà, con lui mi sentivo più sicuro».

La svolta, dopo un corso alla Pista La Scintilla di Rieti, «quando per la prima volta ho toccato il ginocchio a terra: in quel momento ho capito che volevo fare questo». Da lì inizia un percorso che lo porta dal Trofeo MLK ASI, alle Ohvale in CNV (Campionato Nazionale Velocità), al CIV (Campionato Italiano Velocità) nel 2020, fino all’ETC (European Talent Cup) nel 2024 e alla Rookies Cup nel 2025.

«Tutto è stato naturale, – continua Agostinelli – papà sin da subito mi ha iscritto ai primi campionati e quando crescendo è iniziata la competizione, ho capito che volevo vincere. Il mio obiettivo non è mai stato fare della moto il mio lavoro, ma diventare un campione: il resto sarà solo una conseguenza delle mie vittorie».