Dopo dieci giorni di sport nella «grande palestra senza tetto», come l’ha definita il presidente del Coni Domenica Ignozza durante il saluto finale, i 150 ragazzi dai sei ai tredici anni, provenienti da ogni parte di Italia, sono tornati a casa. Una grande esperienza di vita per loro, un motivo in più per gli organizzatori di raccogliere altre idee per preparare la prossima edizione del Trasimeno Flippers Summercamp, che ha visto impegnati anche 20 istruttori esperti e 30 accompagnatori, tenuto conto che i giovani atleti sono stati impegnati in tornei ed esercitazioni di più discipline sportive.
Piccola Olimpiade Con la prudenza e l’equilibrio che contraddistingue la gente del Trasimeno, è andata in archivio un’altra edizione di una piccola-grande Olimpiade, che in futuro vuole allargare i propri confini, inserendo a titolo definitivo nel gruppo anche i giovani atleti portatori di handicap, quei ragazzi che erano presenti alla cerimonia di chiusura della manifestazione e che hanno riscosso l’applauso di dirigenti sportivi, amministratori, appassionati di sport, i quali hanno chiesto a gran voce che i ragazzi in carrozzella della associazione ‘Le Volpi rosse’ tornino a Passignano anche per la quinta edizione del Campus.
La premiazione Oltre alle premiazioni, che hanno visto sul palco il giovane under 15 di maggior talento, Devid Cimarelli del Foligno basket, il quale ha confidato di aver ricevuto proposte di passaggio a grandi club della massima serie (la cerimonia è stata presentata da Lorenza Ceccarini con gli interventi dei sindaci di Tuoro e Passignano e dell’assessore allo sport della Provincia di Perugia Roberto Bertini), la serata conclusiva della manifestazione ha proposto due tavole rotonde.
Disabilità e sport La prima si è concentrata sulla grande opportunità che lo sport offre agli atleti disabili di poter competere imprese, in ogni caso stoiche, e ne è stato un emblema un atleta oramai molto conosciuto come Luca Panichi raccontando la sua ultima impresa, quella di scalare, dopo lo Stelvio, le Tre Cime di Lavaredo. A seguire il presidente delle ‘Volpi rosse’ Tonino Favano, che ha testimoniato la gioia dei giovani che praticano le diverse discipline sportive superando ogni ostacolo legato alla loro disabilità. A moderare il dibattito Alvaro Fiorucci, che ha raccolto le testimonianze anche di Antonello Roccelli, vicepresidente del club velico del Trasimeno che ha favorito competizioni veliche di giovani portatori di handicap.
Crisi e sport Poi, tanto per non dribblare un argomento di grandissima attualità, si è parlato della crisi economica che attanaglia il mondo dello sport. Il giornalista Mario Mariano ha sollecitato tre protagonisti dei nostri giorni a raccontare storie diverse tra loro, eppure legate da un filo conduttore: la passione dei protagonisti, dei giovani atleti, di realtà tanto diverse. Gianni Troiani, ex calciatore del Perugia del S.Giuliana e poi allenatore di squadre dilettantistiche umbre, ora guida una squadra africana del Kenia, che pur militando in un campionato importante, si è soffermato su una squadra di Nairobi, composta da ragazzi che fanno grandi sacrifici pur di indossare una maglia per giocare al calcio. Nessun ingaggio ovviamente, appena un centinaio di euro al mese di rimborso, per pagare almeno il biglietto dell’autobus; poi è intervenuto Costanzo Comodo, dirigente del Real Ponte della Pietra, che ha ricordato come il suo club ha favorito l’integrazione di quei ragazzi extracomunitari del quartiere , della prima periferia della città di Perugia, che oramai rappresentano la metà dei residenti, ingaggiando anche degli psicologi. Infine è toccato a Fabio Boccioli, team manager del Perugia basket, che ha raccontato come, dopo aver perduto la sponsorizzazione della Liomatic, il club probabilmente non riuscirà ad iscriversi alla serie B. «Ridimensioneremo i nostri programmi – ha detto con fermezza il giovane dirigente – e valorizzeremo i giovani».
Puntare sui giovani Ecco da Passignano, dal laboratorio del Campus che il prossimo anno vedrà coinvolti anche i territori di Castiglion del Lago e di Magione, è partito un messaggio forte, e cioè quello che la crisi può rappresentare una opportunità, come ha detto uno dei dirigenti, Franco Menci, a conclusione del dibattito, un «ritorno alle origini», puntando sulle giovani leve.
