Maniero (a sin.) con Miglietta

di Francesca Torricelli

De Gregori la fa semplice: «Non aver paura di tirare un calcio di rigore». Ma io mica lo so quali siano state le sensazioni di Riccardo Maniero, martedì sera, quando più o meno al 30′ del secondo tempo di Ternana-Novara, è andato sul dischetto per riportare le due squadre su un risultato di parità.

Il campionato Certo è che questa è una squadra che segna veramente poco. È tra gli attacchi peggiori del campionato e nelle ultime due partite, è riuscita a centrare la porta, guarda caso, solamente su calci di rigore. Che succede, bisogna dare una scossa agli attaccanti? «No, assolutamente – risponde subito Maniero – il nostro attacco mette tutto il suo impegno anche a sostegno della difesa, corriamo moltissimo in campo, magari è proprio per questo motivo che, quando poi arriviamo sotto porta, non abbiamo la lucidità necessaria per concludere». Cosa pensate di poter fare per sbloccarvi e magari fare il salto di qualità? «Secondo me il lavoro che stiamo facendo è buono, dal ritiro alla Borghesiana a oggi abbiamo fatto un percorso in continua crescita, è ovvio che dobbiamo continuare ad allenarci e mettere tutto il nostro impegno per finalizzare e farci valere con l’avversario».

Maniero a Terni In prestito dal Pescara (comproprietaria con la Juventus del suo cartellino), ad agosto Riccardo arriva a Terni e si trova in un gruppo «favoloso, molto unito ed affiatato, guidato in campo, ma soprattutto fuori, da Fabio Pisacane, che per me è stato fondamentale all’inizio. La promozione non si conquista solamente in campo, secondo me, la loro grande vittoria dello scorso anno viene soprattutto da fuori dal campo». E i tifosi? «Dei meravigliosi pazzi – dice entusiasta – il calore del pubblico del Liberati è un sostegno fondamentale per noi. La cosa che però mi ha lasciato a bocca aperta, è stata trovarli lì, ad aspettarci, al rientro dalle trasferte, anche dopo pesanti sconfitte. Soprattutto dopo le sconfitte. Non li ha fermati il freddo, la pioggia, avevano voglia e bisogno di farci sentire che c’erano, nonostante tutto. Questo è straordinario».

Il numero 29 Un giocatore giovane, ancora in evoluzione, senti di dover dimostrare qualcosa per ritagliarti il giusto spazio in questa squadra? «Assolutamente sì. Voglio dimostrare il mio valore e dare tutto me stesso per garantire il mio contributo alla Ternana. In settimana mi alleno duramente per crescere e migliorarmi, il mio scopo è riuscire a mettere in difficoltà gli avversari e, perché no – sorride – anche il nostro allenatore e creargli l’imbarazzo della scelta, tra me e gli altri ragazzi». Sabato, a Cittadella, sarai in campo? «Col suore sicuro, il resto – strizza l’occhio – devi chiederlo all’allenatore».

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