di Mario Mariano

Roba da stropicciarsi gli occhi, da smettere di credere alle streghe; Benevento grande sorpresa del campionato annichilito, dissolto, effervescente solo nel mezzo del primo tempo e poi sul finale quando Belmonte era sotto la doccia, costretto a fermare con le maniere forti Ceravolo per eccessiva euforia della squadra tutta in avanti, come a voler difendere così il 3-1.

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Al “pronti via” era già in gol Nicastro, e quei fotogrammi al momento sono i migliori della stagione, anche perché hanno elettrizzato la squadra di Bucchi e trasmesso ancora più energia ad una folla che adesso ci crede di più. Non chiedeteci il perché dopo la più modesta prestazione del Perugia sia arrivata la migliore, perché nessuno può rispondere a questo interrogativo, anche se Bucchi mandando in campo il tandem Di Carmine- Nicastro ha subito dato un segnale forte al suo dirimpettaio Baroni, che lo aveva riempito di elogi alla vigilia. Elogi che si sono rivelati un boomerang, perché Bucchi ha impostato una squadra d’attacco, con due bocche di fuoco, che non a caso sono andate in gol, e non a caso, Di Carmine e Nicastro sono stati ugualmente protagonisti della rimonta nel girone d’andata, mai a sufficienza rimpianti durante il periodo in cui sono rimasti fermi in infermeria. Ma è chiaro che i due bomber hanno meritato ampi consensi per quella capacità nella fase difensiva che Bucchi ha trasmesso agli attaccanti, così come è riuscito ad infondere uno spirito offensivo ai centrocampisti, segnatamente ad Acampora, che è andato vicino alla doppietta.

Viene da pensare che Bucchi a volte si vesta da Re Mida addirittura clonando chi è indisponibile, facendo vestire al sostituto i panni del titolare. Fuori di metafora: Acampora è sembrato Dezi, e non sembri una esagerazione! Vero: il Benevento non è nel suo momento migliore, in virtù di soli due punti in quattro partite, ma se non può recriminare nulla sul risultato, certo non può pensare che abbia avuto peso l’infortunio dell’ultimo momento del suo guardiano titolare Alessio Cragno.

Adesso, così come dopo Avellino c’è da gestire l’euforia; meglio quella, ovviamente, che una prestazione sbiadita come a Cittadella. In tanti provano a preconizzare a Bucchi una super carriera, addirittura in società di A che puntano a traguardi europei. I complimenti fanno piacere a tutti ma Bucchi adesso è chiamato a gestire le tante sirene che troverà sulla sua strada. Intanto può godersi, meritamente il 3-1 sul Benevento, vincendo ampiamente ai punti il duello con Baroni, che forse inconsapevolmente ha trasmesso al più giovane collega la voglia di impostare una partita tutta all’attacco, riproponendo quel modulo che ha caratterizzato la squadra.

BRIGNOLI: poco lavoro, in assoluto, pur reattivo sempre, meno che sul momentaneo pareggio di Ceravolo. Ma è sembrato che il sinistro dell’attaccante fosse davvero una perla. VOTO: 6,5

DEL PRETE: basterebbe il cross del primo giro di lancette, davvero con il contagiri, per incorniciarne la prestazione. Si sdoppia quando è costretto a ripiegare, supportato da Nicastro, che non gli ha mai fatto mancare una collaborazione importante. Voto: 6,5

BELMONTE: in evidente difficoltà nei momenti in cui il Benevento spinge sull’acceleratore; non riesce a chiudere su Ceravolo, ma si riscatta strada facendo, senza colpe sul doppio “giallo”, e il rimprovero ai compagni in quella occasione è sembrato sacrosanto. VOTO: 6

VOLTA: capisce che non è il caso di avventurarsi in attacco, trae vantaggio dal grande filtro che fanno a turno i centrocampisti, segnatamente Ricci. Voto: 6,5

Di CHIARA: intesa perfetta Guberti, dinamismo totale, qualche affanno in difesa, e un paio di conclusioni audaci.VOTO: 6,5

RICCI: rispetta le consegne di non lanciarsi in verticale, ben adattandosi nel ruolo di centrocampista mobile, con compiti di interdizione. Non esce certo per demerito: VOTO: 6,5

(12 st GNAHORE’: entra subito nel vivo del gioco, protagonista sia nella propria area che in quella avversaria, quando collabora al terzo gol, quello della sicurezza. VOTO: 6,5)

ACAMPORA: adesso tutti salgono sul suo carro decantandone le qualità. I consensi non sconvolgeranno questo giovanotto napoletano, abituato da sempre a correre per gli altri, e in una notte che può essere la svolta della stagione, non solo è tra i migliori in campo, ma riesce a segnare il gol del 3-1, avvicinandosi alla doppietta. VOTO: 7+

BRIGHI: la sua migliore prestazione, allenamenti e amichevoli comprese. Sembra addirittura abbia fatto la cura del gerovital e forse c’è una spiegazione: vuole allontanare sempre più il momento in cui passerà dal campo alla panchina, visto che adesso tutti lo chiamano “mister”. Lanci di cinquanta metri con naturalezza che non aveva neppure in età giovanile. VOTO: 7,5

GUBERTI: primo tempo che ha messo a nudo i limiti attuali del Benevento in difesa; oltre alla consueta tecnica c’è stata anche la voglia di ottimizzare le incursioni. VOTO: 7

(20 st TERRANI:  anche lui non sembra un corpo estraneo quando rileva il compagno tra i migliori in campo. Non porta solo energia, ma anche voglia di parlare la stessa lingua di chi ha maggiore esperienza. VOTO:  6,5)

DI CARMINE: gira al largo dall’area avversaria per lunghi tratti, ma lo fa per aprire varchi ai compagni, salvo che si incunea al momento giusto per proseguire il suo periodo magico. VOTO: 7

NICASTRO: va a piazzarsi nell’area piccola, già prevedendo l’arrivo del pallone calciato da Del Prete. Si sacrifica così tanto che i difensori dovranno ringraziarlo, e poi lotta e sfiora il raddoppio. VOTO: 7 (36 st MONACO: finale da Fort Apache per il Benevento che prova a rientrare in partita. Ed anche lui si fa trovare pronto. VOTO: NG

BUCCHI: non importa che non vi sia una spiegazione logica agli alti e bassi della squadra; l’importante è che le prove opache si contino sulle dita di una mano. Scioglie al meglio i dubbi della vigilia riproponendo il modulo più fruttuoso, ma soprattutto merita un consenso speciale per aver scelto Nicastro da affiancare a Di Carmine. Due bomber sono meglio di uno, soprattutto se entrambi sono capaci di sacrificarsi per il collettivo nella fase di non possesso. VOTO: 7,5