di Daniele Bovi
Per il presidente del Perugia Roberto Damaschi quello di domenica è stato un compleanno da infarto. Il suo Perugia infatti batte il Deruta dopo una gara ricchissima di emozioni e di rovesciamenti di fronte, risolta solo al 39′ del secondo tempo grazie a un rigore trasformato da Marri (quinto gol per lui) sotto la Nord. «E’ stato bravo – dice Battistini – a mettere dentro una palla che pesava quintali». Appena sette minuti prima la squadra di Cocciari aveva agguantato il pareggio con Majella, il suo folletto, dopo una mezza dormita della retroguardia biancorossa. Tre punti che, viste le sconfitte interne di Castel Rigone (1-2 dallo Scandicci) e Todi (1-3 dal Group Castello), significano +9 sui tuderti e +12 sui rigonesi di Cucinelli. Un campionato, a otto giornate dalla fine, praticamente archiviato anche se nessuno, in casa biancorossa, osa ammetterlo.
Damaschi: difficile che dietro recuperino «Merito intanto al Deruta – dice un Damaschi che si presenta in sala stampa con un cappello a forma di torta – che seppur rimaneggiato ci ha messo in grande difficoltà. Sul 2-2 il timore di un passaggio a vuoto ce l’ho avuto». Fino alla fine infatti l’undici di Cocciari ha lottato andando anche vicino al colpaccio con il solito Majella, che da pochi passi appoggia a colpo sicuro incontrando però sulla sua strada Riommi. «Sul gol del pareggio – ammette il difensore biancorosso Zanchi – c’è stata un po’ di disattenzione. Loro sono stati bravi a prenderci da dietro ma noi, alla fine, abbiamo fatto la nostra partita». «Certo – ammette il presidente – noi gli abbiamo dato una mano con alcuni cali di concentrazione. Campionato ipotecato? Io dico che è un campionato che dipende da noi, difficile che li dietro recuperino ma noi non bisogna essere somari».
LA CRONACA DELLA PARTITA MINUTO PER MINUTO
Battistini: giornata palpitante Da qui in avanti a Pian di Massiano andrà ben gestita un’euforia montante per una promozione che, agli inizi di marzo appena, pare già cosa fatta: «Non bisogna esagerare con l’euforia» dice infatti un Damaschi con i piedi ben piantati a terra, «e continuare a tenere la guardia alta». Un concetto ripetuto come un mantra da settimane anche dal tecnico dei grifoni, che ben conosce i rischi derivanti da cali di tensione come quelli mostrati oggi: «Le celebrazioni al momento non ci interessano. Oggi – argomenta – è stata una giornata palpitante. Abbiamo giocato una partita non al massimo concedendo un po’ troppo e ci è mancata un po’ di cattiveria. Ad esempio abbiamo sfruttato malissimo dei tre contro tre: con i giocatori di qualità che abbiamo dobbiamo arrivare in queste occasioni a tirare in porta».
Fedeli: troppe emozioni E se fino a poco tempo fa il suo Perugia lo chiamavano «la banda del golletto», nelle ultime quattro partite i centri sono stati dieci: «Il motivo? Stiamo acquisendo sempre più consapevolezza delle nostre possibilità e riusciamo a concretizzare di più. Questa era una squadra che poteva aver già fatto 60 gol». Di partita «dalle troppe emozioni» ha parlato invece Franco Fedeli, socio di Damaschi: «Loro sono stati bravi – ammette – a metterci in difficoltà, mentre noi lo siamo stati a rovesciare il risultato. Questi punti di vantaggio ora danno tranquillità. Campionato finito? Aspettiamo due domeniche».
Perugia-Arezzo, la partita Ad attendere sabato il Perugia invece (diretta su Rai Sport 1 a partire dalle 14) c’è quella che Damaschi chiama «la partita», ossia lo scontro con i rivali di sempre dell’Arezzo, che arriva, dopo un fallimento e un inizio balbettante, da otto risultati utili consecutivi. Una partita alla quale, in casa biancorossa, tengono in particolar modo: «Si affrontano – spiega Damaschi – due squadre che con questa categoria non c’entrano nulla. Loro stanno caricando questa partita da un mese, io in campo non perdonerei neanche un passaggio a vuoto». «E’ una partita – dice Battistini – a cui teniamo molto. Loro arrivano da otto risultati utili consecutivi e noi speriamo che perdano qui la loro imbattibilità».



