Andrea Camplone (Foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Sorrento come Frosinone. Con lo stesso undici titolare e, Camplone spera, anzi ordina, con lo stesso risultato: «Dobbiamo vincerle tutte da qui alla fine. E dobbiamo stare attenti domenica, al Sorrento un punto potrebbe pure andare bene, a noi no».

L’Avellino di scena a Latina Vietato sbagliare, quindi. Mentre i grifoni affronteranno in casa i campani, l’Avellino se la vedrà in trasferta con il Latina. «All’Avellino non ci penso. Il Perugia deve pensare a se stesso. I conti, l’ho già detto, si faranno alla fine». Premessa scontata, ma doverosa. Poi la chiosa: «Non mi aspettavo l’esonero di Pecchia. Chissà che il cambio di allenatore non giochi a favore dei pontini… Noi ci speriamo. Però dobbiamo vincere anche noi, contro il Sorrento, altrimenti è tutto inutile». A spingere i grifoni ci sarà un Curi bollente, un gran numero di tifosi che gli stessi presidenti – con tanto di slogan «Tutti uniti!» e manifesti a tappezzare la città – hanno chiamato a raccolta dopo il successo di Frosinone. «Il sesto di fila in trasferta – commenta il tecnico -. Questo Perugia sta facendo grandi cose, un girone di ritorno strepitoso. E il pubblico arriva quando arrivano i risultati: ci aspettiamo un Curi abbastanza pieno contro il Sorrento, perché è una tappa fondamentale».

Il Sorrento al «Renato Curi» Tappa che il Grifo cercherà di conquistare con gli stessi interpreti visti al «Matusa». Con Esposito titolare: «Esposito gioca e gioca dall’inizio, ultimamente ha sfoderato grosse prestazioni, è lui il titolare. Italiano? Stiamo cercando di fargli acquisire ritmo partita. Tornerà utile pure lui, vedrete. Soprattutto se alla fine dovessimo andare ai playoff». Domanda di rito: come battere il Sorrento? Risposta secca: «Pensando a noi stessi, a giocare come sappiamo». Risposta articolata: «Fare gol subito sarebbe il massimo – dice Camplone -. Scombineremmo tutti i piani di Papagni, un allenatore bravo, difensivista, molto attento alla fase di non possesso. Non sappiamo come giocheranno, i campani. Il Sorrento cambia spesso modulo e non ha un’identità ben definita. Certo, la classifica dice che questa è una partita facile. Ma il campo è un’altra cosa. Se alzeranno le barricate sarà dura, dovremo essere bravi ad aggirarle e avere pazienza». «Teniamo i ritmi alti», conclude. «Non facciamoli ragionare e non facciamogli prendere coraggio. Il resto verrà da sé».

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