Quindici partite. Da Pisa (in casa) a Pisa (in trasferta). Tanto c’è voluto a questo strambo campionato per avere ragione del Perugia. Per vedere un capitombolo come quello all’Arena Garibaldi. «Succede». Andrea Camplone fa spallucce. «Succede», ripete. «E sia di lezione: nell’ultima parte del campionato dovremo mettere in campo molta più cattiveria».
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La serenità di Camplone Il tecnico insiste: «Una giornata storta ci sta, e questa volta la squadra non ha proprio girato. Il Pisa è partito subito forte, noi invece siamo entrati mosci e… tant’è». Non presuntuosi, specifica. «Soltanto mosci». Inserire tutte le punte non è bastato a ribaltare un risultato scritto già in avvio di prima frazione. E il Frosinone, adesso, che ha archiviato con successo l’impegno esterno contro il Viareggio di Lucarelli, guarda i grifoni dall’alto in basso. «Cosa cambia? Non cambia niente. I nostri piani restano gli stessi: restare lì fino alla fine e poi giocarci tutta la posta al momento opportuno. Il Frosinone peraltro ha persino una partita in più». Gli domandano: il Pisa ha meritato la vittoria? «Sì, assolutamente».
La rabbia di Comotto Di diverso avviso, come pure di tutt’altro umore, furente, Gianluca Comotto: «Il pareggio ce lo saremmo meritato». «I primi venti minuti ci hanno sorpreso, sono partiti fortissimo», spiega al termine il capitano del Perugia. Che dei compagni elogia la condizione atletica: «Nella ripresa loro cadevano a terra in preda ai crampi, noi invece crescevamo». E che poi (da rivedere alla moviola) lamenta un fallo su Koprivec sul primo gol di Napoli. «Rammaricato? Ovvio che sì. A differenza della gara di andata stavolta il Pisa ci ha concesso spazio, che però noi non siamo stati bravi a sfruttare». «Attraversiamo un momentaccio», conclude. «Dobbiamo uscirne». L’ultima battuta è di Daniele Mannini, forse il migliore di casa Pisa. Che in sala stampa elogia l’avversario appena sconfitto («Il Grifo è tosto») e mostra ai cronisti tutta la propria soddisfazione: «Oggi sono davvero contento, vado a casa soddisfatto».
