Russo: tiro al volo mancato su calcio d'angolo

di Giovanni Baricca

Mister, come è andata la prima da primo allenatore? «Eh, pensavo peggio. L’emozione è nata e morta quando si sono chiuse le porte dell’autobus». Il volto di Giacomo Dicara è provato al termine del match con l’Avellino. La posta in palio era pesante, il Perugia, alla fine, ne ha portato a casa solo una parte.

Due punti persi oppure uno guadagnato? «Alla fine, non è un punto da buttare quello che il Grifo ha strappato all’Avellino. Avete visto le altre, oggi, sugli altri campi: tutti fanno fatica. Certo, volevamo allungare la striscia di vittorie, va bene così comunque». Il tecnico abruzzese alza il pollice al termine del big match con gli irpini. Le cose, in effetti, all’inizio si erano messe male per i grifoni: «Non è stata una delle nostre migliori partite, ma incontravamo una signora squadra e sapevamo che non sarebbe stato facile. Siamo stati bravi a non perdere la testa, quindi, e a rientrare in partita subito. Recuperare l’iniziale svantaggio, di sicuro, è un bel pregio».

Sostituzioni e occasioni sciupate Impossibile non chiedere a Dicara, vice Camplone, il perché della sostituzione di Politano. Su quella fascia il “Pollo” volava, e l’Avellino pareva soffrire la verve del baby giallorosso. «L’ho cambiato solo perché credevo fosse più stanco lui di Fabinho, che tra l’altro ci poteva dare una mano con le sue ripartenze veloci. A volte non siamo stati abbastanza bravi a sfruttare il contropiede, peccato, perché così abbiamo sprecato le poche chance concesse dagli irpini». Che dire, invece, di bomber Dettori? «Che sarà meno dinamico di Moscati, ma che alla fine è stato lui, proprio lui a raddrizzare la partita. Ve lo avevamo detto, io e Andrea (Camplone, ndr): Dettori ha qualità differenti, è stato bravo a tirarle fuori».

Colpaccio sfiorato Di sicuro, visto il pareggio al pronti-via della mezzala ex Avellino, per un tempo (il secondo) il Perugia ci ha sperato di scippare tutto il bottino. «In effetti, nella ripresa, ho avuto la sensazione di poterla vincere» ammette Dicara. L’Avellino non ci ha creato troppe difficoltà, i problemi ce li siamo andati a creare da soli. Perugia sottotono? Può darsi. I ragazzi hanno sentito molto questa partita, ma sono stati bravi, voglio dirlo, a non mollare mai e a cercare di ottenere il massimo, fino alla fine. Potevamo essere più lucidi in alcune circostanze, ma grinta e impegno ce li abbiamo messi tutti.

Si rivede Lebran Si è finalmente rivisto Fabio Lebran, contro gli iripini. In campo dal primo, chiamato in causa dal contemporaneo forfait di Massoni e del capitano Cacioli, il difensore centrale ha fatto coppia con Russo. «Come è andata? Credo abbastanza bene, dai. Alla fine, nell’ultimo quarto d’ora, ho sofferto un po’. Mi mancano i novanta nelle gambe, ma nel complesso me la sono cavata. Tutto il reparto ha fatto bene» esordisce il centrale in sala stampa. Riguardo al gol subito dal Perugia, provocato in parte da una sua rimessa corta (al limite dell’area) e sul quale aleggia un sospetto fuorigioco, Lebran taglia corto: «Non credo ci fosse offside». La sintesi del match è presto fatta: «A vincere ci abbiamo provato. Il primo tempo è stato strano, di studio. Loro hanno trovato il gol che ha rovinato un po’ tutti i nostri piani. Però abbiamo espresso un buon calcio nella ripresa, li abbiamo tenuti li e… se fossimo passati in vantaggio non avremmo rubato niente».

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