di Mario Mariano
Troppa trincea e, all’ultimo giro di lancette, il Brescia pareggia una partita che per la squadra di casa si era messa malissimo. Uno- due di Ardemagni, in grande spolvero già nelle primissime battute e il copione era bello che pronto: super diga davanti a Rosati e ripartenze da sfruttare al meglio. Il meglio espresso in questa stagione – tra le più contraddittorie dei 110 anni del Grifo – è stato appunto il giovo espresso lontano dal Curi, magari contro avversari forti. Schemi ben riusciti con Zebli addirittura regista mobile e Della Rocca a sostegno di una difesa che non ha accusato l’assenza di Volta. Tutto come previsto da Bisoli alla vigilia: «Ce la giocheremo alla grande, mica ci arrendiamo così facilmente», tanta sicurezza frutto della emergenza.
Con l’infermeria piena il Perugia si esalta e le spiegazioni sono diverse. La più importante è che in questa rosa così ampia non c’è differenza tra chi va in campo e chi è costretto in tribuna, nessuno è stato indenne da errori anche pagati a caro prezzo. Così che nei momenti di emergenza il gruppo si compatta e Bisoli vede la propria filosofia tattica realizzata al meglio. Mutuo soccorso espresso ai massimi livelli, con distanze tra giocatori assai ben calibrate. Anche a Brescia reparti a fisarmonica e coppie di giocatori con assistenza continua. Se la quarta ciambella non è riuscita come le altre confezionate a Crotone, Cagliari e Lanciano, magari è per via di Rosati determinante sempre, ma poco autorevole nel comando della difesa e comunque fuori tempo sul colpo di testa di Caracciolo. Il protagonista della stagione che incappa in due errori in due partite di fila.
Rosati: Al di là del goal di Caracciolo non convince il modo con cui gestisce la partita. È glaciale quando invece avrebbe dovuto avere il sangue agli occhi. Non può certo bastare che il suo rilancio abbia innescato Ardemagni sul secondo goal. Voto: 5
Del Prete: Bene nel fare l’elastico, avanti e indietro senza accusare la lunga assenza. Recuperato alla causa. Voto: 6.5
Mancini: Caracciolo viene domato il più delle volte, e tutti si impegnano a non far rimpiangere Volta. Ma poi l’Airone confeziona un goal e un assist a conferma che Boscaglia non può fare a meno di lui. Voto: 6+
Belmonte: Anche lui al rientro e si capisce subito che la varicella non ha lasciato strascichi. Grinta di sempre, tentativi di voler colpire sui calci piazzati. Qualche rinvio troppo affrettato, ma il palleggio non è il suo forte. Voto: 6.5
Spinazzola: Tra i migliori, più difensore che incursore, ma quando avanza è davvero capace di creare situazioni di pericolo. Per una volta si dimostra quasi efficace anche nelle conclusioni dalla distanza: palo centrato! Voto: 7
Della Rocca: Circoscrive il raggio d’azione e sembra che in quella posizione – davanti la difesa – potrebbe giocare anche ad occhi chiusi, per come gli riesca tutto. Si affida ora al passaggio corto ora al lancio. Tatticamente perfetto. Voto: 7
Zebli: Motivatissimo, rincorre tutti e si permette sgroppate che evidenziano una personalità in ascesa. Non molla di un centimetro anche se negli ultimi minuti anche lui è costretto a fare esclusivamente il difensore. Voto: 6.5
Milos: Si applica e si ha la conferma che è più efficace nella fase di non possesso palla quando chiude tutti gli spazi. Voto: 6
Aguirre: Un uragano che sembra un gigante in affanno solo a bocce ferme, quando è in movimento aziona le leve e mette a soqquadro qualsiasi difesa. Certe partite riescono ad esprimere il suo potenziale fisico e tecnico. Voto: 6.5 (32′ st Rizzo: un tiro dalla distanza e una marcatura lenta sul pari del Brescia. Voto: ng)
Guberti: Ha il piede ispirato sui calci piazzati e nei lanci ad innescare Ardemagni e chiunque si propone. Voto: 6+ (16′ st Drolè: un cambio che non convince, perché certe geometrie saltano ed in avanti è sempre un’incognita. Voto: 5.5)
Ardemagni: Il migliore in campo e non solo per la doppietta, fa respirare la squadra guadagnando punizioni, vincendo duelli. Proprio vero, il goal è medicina potentissima per tutti, ma già in avvio aveva fatto capire di essere in serata di grazia. Voto: 7.5
Bisoli: Si convinca, l’emergenza non penalizza la squadra, anche perché trasmette a chi va in campo una carica superiore. Aveva previsto quasi tutto alla vigilia, alla prova dei fatti si può solo rammaricare di non essere riuscito a resistere trenta secondi in più. I cambi non sono sembrati azzeccatissimi perché Drolè è scheggia impazzita e l’uscita di Aguirre ha tolto affanni alla difesa del Brescia. Voto: 6
