di Giovanni Baricca

Oltrepassato l’orizzonte degli eventi, c’è solo il passaggio sporco di Mazzeo e il gol di Moscati al 18′ di Perugia-Frosinone. Che scopre al Grifo una dimensione sconosciuta: quella serie B che nel capoluogo umbro mancava ormai da nove anni. Il viaggio spaziotemporale ha disteso le rughe e asciugato le corde vocali. Quelle di Andrea Camplone a fine partita chiedevano pietà: «Io in questa squadra e in questo successo ci ho sempre creduto. Adesso datemi cinque minuti per riprendermi. Di futuro parleremo poi».

TUTTO IL CAMPIONATO IN UN MINUTO
IL GRIFO IN UN WEB DOCUMENTARIO. LA SINTESI

Il presidente del popolo Camplone e Goretti e Santopadre discuteranno del rinnovo del contratto dell’allenatore mercoledì. Intanto i tre si godono il trionfo. «Come abbiam fatto? Di sicuro a fine campionato siamo stati bravi e fortunati a cambiare modulo». Ma, poi, queste qui son quisquilie. E infatti intanto, dall’altra parte della sala stampa, i giocatori lanciavano cori: «Io tanto già lo so / che l’anno prossimo / gioco di sabato!». «Grandissime teste di… calcio», li apostrofava Massimiliano Santopadre. Quanto è bello tutto questo? È bello proprio come lo immaginavo». E adesso? «Adesso il primo tassello per la B sarà allestire la campagna abbonamenti. Perché fare l’abbonamento è un po’ come sentirsi addosso un Grifo tatuato». E non diceva mica tanto per dire, Santopadre. Infatti sul braccio sinistro si è tatuato un Grifo («L’ho fatto martedì, tanto lo sapevo che finiva così») che gli «ricorderà per sempre questo momento. Sono il presidente del popolo».

Dedicato a Niccolò Il terzo a offrirsi a microfoni e taccuini è stato Gianluca Comotto. Che – cose del genere e in un giorno del genere possono succedere solo a Perugia – ha esordito così, senza che alcuno gli rivolgesse domande: «Voglio dedicare questa serie B a un nostro piccolo tifoso, Niccolò, che è impegnato a combattere una battaglia che al confronto… Perugia-Frosinone sembra una barzelletta. Spero che anche lui vinca la sua guerra, e che il nostro successo gli dia la forza per farlo». Notizia bomba: Comotto resta un altro anno. Ad annunciarlo ci ha pensato lo stesso calciatore: «Non c’è ancora niente di scritto ma tra me e Santopadre c’è un accordo che vale più di una firma ufficiale. Voglio ringraziare lui e la società, che mi danno l’opportunità di continuare a giocare a pallone e che, così, permettono alla mia famiglia di restare un altro anno a Perugia, una città che adorano».

La festa in piazza L’orizzonte degli eventi, dicevamo. Subito dopo il salto nel vuoto (leggi, il 90′) la squadra e lo stato maggiore biancorossi si sono riversati in piazza IV Novembre dove hanno incontrato l’abbraccio euforico di migliaia e migliaia di persone. La festa è finita intorno alle 22. Ma gruppetti di tifosi si sono intrattenuti fino a tarda notte: bombe carta, fumogeni, cori e fiumi e fiumi di birra. Niente incidenti, però. La gioia è esplosa senza scagliare schegge addosso alla gente.

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