Battistini schiera contro la Pontevecchio il classico 4-4-2 (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Se caricare troppo alcune partite ha provocato nell’ambiente biancorosso il risultato, come spiegato dal numero uno Roberto Damaschi, di caricare troppo testa e gambe, in vista del delicato derby di domenica con la Pontevecchio si prova a sdrammatizzare. Al seguito del mister Battistini sabato sera i grifoni andranno al cinema «per fare dure risate. Che andremo a vedere? Probabilmente – spiega il mister durante la tradizionale conferenza stampa del sabato – “Amici Miei”».

Giù le carte Le novità però non finiscono qui. Ad ulteriore dimostrazione di un clima con meno tensione, il tecnico svela tutte le carte alla vigilia. Fatto che ha un solo precedente nel corso di questa stagione: «Così – scherza con i giornalisti – non mi rompete le scatole». Dopo gli esperimenti, in gran parte obbligati, della semifinale di Coppa Italia vinta ai rigori contro il Pontisola, il mister biancorosso torna ad un solido, e puro, 4-4-2 «di spinta». Con Riommi in porta, in difesa la coppia centrale sarà formata da D’Ambrosio e Cacioli, con Zanchi a sinistra e Pupeschi a destra. In mezzo al campo Benedetti e Mocarelli con due elementi offensivi come Luchini, a destra, e Placentino, a sinistra. In attacco la giornata sarà segnata dal rientro di Bartolini, out dalla semifinale di andata contro il Pontisola, affiancato da Frediani.

Avversario tosto e motivato «La Pontevecchio – spiega Battistini – qui al Curi ha fatto molto bene e noi siamo riusciti a batterla a fatica. Una squadra composta da elementi importanti come il portiere Scarabattola, i due centrali di difesa, l’ex biancorosso Lacrimini che ha dimostrato quanta voglia ha di giocare contro di noi, mentre davanti, pur privi di Fioretti, hanno gente come Martinetti, Sisani e Regnicoli. Tutti giocatori “fastidiosi” e abili tecnicamente e fisicamente». Il classico match da prendere con le molle. Il fattore campo poi, con tanti tifosi del Perugia, secondo il tecnico ha un risvolto della medaglia consistente nell’effetto moltiplicatore che il Curi ha sulle motivazioni degli avversari: «Queste – argomenta il tecnico – qui aumentano a dismisura».

Seppelliti anche i dissapori dell’andata «La loro – prosegue Battistini – è una società che sta facendo molto bene, che si è garantita la salvezza e che può raggiungere i play off se il finale di campionato sarà di quelli importanti. Vincere per noi sarebbe importante, perché sarebbe la prima volta che i punti di vantaggio superano il numero di partite da disputare». Uno stimolo in più insomma dal punto di vista psicologico. «Per quanto ci riguarda noi rispetteremo l’avversario pur sapendo quanto valgono i nostri mezzi». Seppelliti anche i dissapori dell’andata, una partita dopo la quale il mister disse che la Pontevecchio «ci ha pestati come sardine». «Frasi poi strumentalizzate – spiega il tecnico – io volevo dire che erano stati bravi a pressarci. Ho grande stima – conclude – del mister Spazzoni e del presidente Monsignori».

Il prezzo da pagare Un ultimo appunto Battistini lo fa tornando alla semifinale di giovedì, al termine della quale sono emerse divergenze di analisi tra il tecnico e il presidente Damaschi: «Con lui siamo andati sempre d’accordo – spiega – anche quando non lo eravamo perché siamo sempre riusciti a trovare una sintesi. Io dico solo che contro il Pontisola non siamo partiti male. Abbiamo però peccato negli ultimi quindici metri dove siamo stati poco concreti. Capisco però che le richieste qui sono sempre altissime. E’ il prezzo che dobbiamo pagare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.