di Iv. Por.
Ce l’ha fatta! E’ iniziata all’alba l’ennesima impresa di Luca Panichi, lo scalatore umbro in carrozzina. Si è preparato con cura, poi alle 6.55 il via. Dopo le Tre Cime di Lavaredo e il Passo Gavia, la sfida di quest’anno è stata una delle salite più dura d’Europa. Umbria24 ha seguito la sfida passo dopo passo e Luca ha di nuovo vinto la sfida!
FOTOGALLERY: le immagini dal percorso
La scalata Alle 6.55 Luca è partito accompagnato dal suo staff tra cui l’amico Mirko Loche. Alle 9 è giunto al secondo chilometro. Alle 10 è arrivato a 3.100 km al cartello di Eddy Merckx. A mezzogiorno Luca è a 2,5 km dalla vetta. Alle 13.50 Luca ha tagliato il traguardo con oltre mezz’ora in anticipo sulla tabella di marcia. Quando è uscito dall’ultima galleria, Luca è stato accolto da un tripudio. Lui appena ha tagliato il traguardo: «Sono felicissimo».
VIDEO: la presentazione dell’impresa
La nuova impresa Luca Panichi ha scalato lo Zoncolan, dal versante ovest da Ovaro considerato da molti la salita più dura d’Europa superando in difficoltà anche il Passo del Mortirolo e l’Angliru: dopo l’abitato di Ovaro, la strada sale per 1.210 metri di dislivello in soli 10,5 km, per una pendenza media pari al 11,5%, con punte oltre il 20%. I primi 3 km raggiungono solo per un breve tratto pendenze al massimo del 13% e al secondo chilometro la strada spiana (1%). Dal terzo chilometro, superato l’abitato di Liariis, comincia la parte più ripida. Per i sei chilometri successivi la pendenza media è del 15%, con punte oltre il 20%. Solo intorno al nono chilometro le pendenze tornano al 7%. Successivamente la strada spiana in prossimità delle tre brevi gallerie rettilinee con fondo cementato (dotate di illuminazione in occasione del Giro d’Italia 2007). Lungo questo tratto le pendenze sono poco impegnative: 4-5%. Gli ultimi 500 metri tornano a salire con pendenze attorno al 12%. Il punto di valico è a 1735 metri di altitudine. Pendenza media: 11,5%. Pendenza massima: 22% (si tratta di un centinaio di metri dopo circa tre km di salita).
Le sue parole Queste le parole di Panichi «Da un punto di vista tecnico avevamo previsto la scalata in 8 ore,ma l’impresa è riuscita in 6 ore e 40, dimostrando che gli allenamenti effettuati in questi mesi sono stati efficaci, anche perchè fatti con pesi aggiuntivi sulla carrozzina e ruote volutamente sgonfie per aumentare l’attrito. Le salite umbre mi sono state d’aiuto anche se lo Zoncolan si e’ dimostrata realmente la salita più dura d’Europa, e non vi nascondo che quando ho letto ‘La porta dell’inferno lasciate ogni speranza voi ch’entrate’ ho avuto paura di non farcela. Ma adesso potrò dire che le pendenze massime del 22% non mi spaventano piu’ anche perchè vicino a me c’era, come tutti gli anni, sia il Team Matè che BiciCuoreDiabete Onlus,che vede come presidente mio fratello gemello David, e che porta avanti un messaggio di ciclismo come prevenzione del diabete, delle cardiopatie, e a sostegno di tutti i tipi di disabilità. Mi hanno sostenuto gli amici di Lecco che scandivano le mie sbracciate nei punti più difficili della salita, e ho pensato spesso a Fabio Casartelli e Marco Pantani che sono stati i miei angeli custodi, anche perchè lo Zoncolan è stato una delle ultime glorie del Pirata. Queste mie gesta vogliono portare un messaggio positivo nel mondo della disabilità, e non poteva esserci mai sponsor migliore dello Csen che abbraccia il progetto Disinvolto di inclusione sportiva tra disabili e non, e ringrazio anche la Ricom che mi aiuta nell’ingegneristica della carrozzina»
