Dan. Cib.
Il tira e molla continua. Proseguirà a lungo, pare. Massimiliano Santopadre e Andrea Camplone non hanno ancora raggiunto un accordo, e al momento le posizioni (offerta del primo e richieste del secondo) restano distanti. Un tira e molla, appunto, che nelle prossime settimane porterà la corda a raggiungere un equilibrio, oppure a spezzarsi. I messaggi distensivi lanciati dal tecnico nei giorni scorsi (<Non ci saranno problemi>), affatto raccolti dal patron (<La prima scelta per la panchina è Camplome, ma se non si troverà un accordo non morirà nessuno>), alla vigilia della partita con l’Entella sono stati soppiantati, a parlare è ancora Camplone, da un eloquente: <Se non rinnovo, l’amicizia rimane>.
Restiamo amici <Restiamo amici> è comunque l’ultima delle opzioni disponibili. Entrambi hanno <voglia di rimanere insieme>. Ed entrambi, al momento, hanno poche alternative realmente gradite. Di allenatori a spasso ce ne sono parecchi, vero, ma vero anche che sono pochi, pochissimi quelli di prima e seconda fascia disposti ad andare in panchina per cifre inferiori a quelle richieste dall’attuale “mister B” del Perugia. Risparmiare si può, ed è giusto che ci si provi. Farlo sul tecnico, però, con una squadra ancora tutta da costruire, e presumibilmente per lo più fatta di giovani, è davvero un bell’azzardo. La mediazione di Goretti in questo senso sarà fondamentale. Altrimenti, si diceva, c’è sempre l’opzione <Restiamo amici>. E qui Camplone, memore dell’inizio di stagione che fu, si è persino lasciato andare a una battuta: <Da parte mia la priorità è naturalmente il Perugia. Se però non rinnovo l’amicizia rimane. Poi il calcio è bello, ci si ritrova sempre prima o poi. Si va, si torna…>.
I playoff degli altri Le due parti si rivedranno dopo la gara di Supercoppa con l’Entella. Discuteranno di compensi e non solo (<Lo staff tecnico va ampliato>), Camplone in ogni caso non ha fretta: <Mi hanno accostato a tante squadre, soprattutto al Pescara. Di vero non c’è niente comunque. Non ho ancora ricevuto offerte e non mi vergogno ad ammetterlo. Il calcio in questo senso è strano. Chi retrocede o viene esonerato trava subito una squadra. Io invece non ho sponsor non ho procuratori, sono arrivato dove sono contando solo sulle mie forze. Io lavoro sul campo, e sono convinto di quel faccio. Sono testardo, sì, ma vado in giro a testa alta>. Mentre domenica l’allenatore si giocava il primo round di Supercoppa, a Chiavari, altrove otto squadre disputavano il primo turno dei playoff del girone B di Prima divisione. <Il Benevento ha fatto un gran colpo. Il Frosinone ha smaltito la delusione rimediata qui il 4 maggio. Il Lecce ha sofferto più del dovuto ma alla fine ce l’ha fatta. Come il Pisa, che ha battuto L’Aquila che però, a parer mio, non meritava di uscire. Certo è bello stare fuori e guardare…>.
La Supercoppa C’è una partita da giocare, comunque, giovedì. E Camplone e il Perugia vogliono <Alzare al cielo questa coppa, fare il double mi piacerebbe parecchio>. <Che squadra è l’Entella?>, gli hanno chiesto. <Un’ottima squadra. Davanti sono tanta roba. Verranno a giocarsi la partita come hanno fatto anche all’andata. Domenica si è giocato a ritmi altissimi e non me lo aspettavo. Prina (l’allenatore, ndr) e il loro presidente ci hanno addirittura fatto i complimenti. Evidentemente se scendi in campo senza pressione vengono fuori buone cose>.
