di Mar. Ros.

Gestori degli impianti sportivi comunali in fila per i contributi ma le casse di palazzo Spada avevano il cassetto frenato, perché da certi Uffici qualche dirigente aveva provato a chiedere la fattura. Ora la giunta esplicita il regime fiscale di riferimento per il caso specifico e chiede il benestare del consiglio.

Sport Nella convenzione che regola i rapporti del Comune con le società  non era ben specificato se quei soldi spettanti ai gestori delle strutture sportive comunali fossero contributi o corrispettivi, ma l’assessore allo sport Emilio Giacchetti aveva promesso una soluzione in breve tempo, presentando una delibera con reinterpretazione del testo per porre fine al tourbillon.

Detto fatto La giunta ha elaborato la modifica del testo che regola i rapporti tra Comune e associazioni sportive dilettantistiche, al fine di evitare qualsiasi ambiguità interpretativa. Come previsto dalla legge 398 del 1991, le asd non essendo società a scopo di lucro accedono al regime fiscale agevolato, secondo il quale le entrate istituzionali non sono soggette a fatturazione perché si configurano come contributi e non come corrispettivi.

Modifiche Nello schema di convenzione rimarcate le finalità sociali ed educative che le varie realtà sportive perseguono e mantenuti gli obblighi dei concessionari chiamati a «una gestione dell’impianto conforme alle regole dello sport, in modo che l’uso dell’impianto stesso avvenga senza alcuna discriminazione legata all’origine etnica, nazionale o sociale, all’età, alla religione, all’opinione politica o al reddito. La delibera sarà prossimamente proposta al consiglio comunale.

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