Calcio giovanile, foto archivio

di Mar. Ros.

«Vostro figlio è scarso, mettetevi il cuore in pace tanto non giocherà mai». Così Nicola Traini, tecnico dei Giovanissimi provinciali Olympia Thyrus si sarebbe rivolto ai genitori di un giocatore 13enne. È una mamma che si definisce delusa quella che scrive alla redazione di Umbria 24 per denunciare il mancato ingresso in campo del figlio per l’intera durata del campionato. L’allenatore, già in passato minacciato dal papà di un altro giovane calciatore, controbatte immediatamente: «Non è vero che non ha mai giocato, è stato impiegato poco ma ha avuto il suo spazio».

Giovanissimi provinciali Terni girone D «Io e mio marito – scrive la signora Letizia – non siamo come quei genitori che si vogliono sostituire agli allenatori, che credono che il loro figlio sia più bravo degli altri e meriti di più, che sono pronti a ogni tipo di nefandezza e scorrettezza per vederlo giocare al posto di un altro o covano in cuor loro il sogno di vederlo diventare un campione per dare un senso e uno sfogo alle loro frustrazioni. Semplicemente, noi che paghiamo regolarmente tutti i mesi la quota della scuola calcio richiesta dall’Olympia Thyrus San Valentino Farini, ci siamo permessi giusto nelle ultime due partite di chiedere a mister Traini di prendere più in considerazione nostro figlio. Lui non è e non sarà un campione, sinceramente non ci interessa. Ci interessa che giochi, mica sempre, ma qualche volta sì, che si diverta insieme a compagni e avversari e impari qualcosa di come gira la vita e il mondo dello sport».

Nell’ultima gara vinta per 6-1 dall’Olympia il 13enne non ha giocato Traini intanto si è aggiudicato il campionato di misura, tra l’Olympia Thyrus e lo Sporting Terni fermo al secondo posto infatti, c’è un solo punto di distacco e in veste di allenatore sa di aver fatto il suo: «L’obiettivo concertato con i vertici societari era la vittoria del campionato e l’abbiamo raggiunto. Non ho mai detto – smentisce le parole di mamma Letizia – che il ragazzino è scarso, solo che rispetto agli altri era più indietro sia dal punto di vista fisico che tattico e questo non è bastato a sedare gli animi dei genitori che, puntualmente, al termine di ogni gara e di fronte a numerose persone non hanno mai mancato di fare scenate». Stando al racconto della mamma del giovane calciatore, o aspirante tale, il 13enne non sarebbe stato utilizzato neppure nel corso dell’ultimo match di stagione, contro l’Amc 98 sul risultato di 6-1 per l’Olympia ma mister Traini non accetta questa ricostruzione dei fatti: «Quel giorno – racconta – ho dato la possibilità di giocare a tutti i ragazzini presenti in panchina, lui si è rifiutato di entrare».

Il tecnico Nicola Traini: «Mai fatto un torto al ragazzo» L’allenatore aggiunge: «I ragazzi sapevano sin dall’inizio della stagione che avrei fatto selezione per le gare ufficiali perché l’obiettivo era ambizioso. I genitori del ragazzino in questione mi hanno anche detto ‘Ma gli altri sono tutti Messi?’, io ho 68 anni – commenta – e da ben 60 anni sono nel mondo del calcio quindi ho l’esperienza necessaria per compiere scelte consapevoli e i risultati ottenuti in questo caso lo dimostrano». La signora Letizia racconta anche di aver ricevuto delle scuse: «Mi sono scusato solo per avere in qualche caso alzato i toni – spiega Traini – atteggiamento dettato dalle pressioni dei genitori ma non ho assolutamente fatto alcun torto al ragazzo, peraltro – rivela – ho una situazione familiare difficile e i nervi a volte possono essere tesi».

Twitter @martarosati28

 

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